1. Incontri - Vishad


    Data: 20/03/2020, Categorie: interviste, Autore: Tibet

    ... e disilluso. Avrei preferito parlare al fare sesso. Conoscere la vita di quelle donne, il perché e il come si trovavano lì, magari anche condividere la loro angoscia sempre che ne avessero. Chiesi di vederle e lei mi porto' nella stanza dove soggiornavano. Belle lo erano. Belle, giovani e curate. I leggeri drappi di seta che le coprivano non nascondevano nulla. Il viso pesantemente truccato e i capelli neri lisci lucidi di olio di palma le rendevano ancora più' desiderabili. Poi la vidi... ma era la donna del bagno? Impossibile! In una città di alcuni milioni di abitanti? No... le assomigliava solo. Ma bastò per farmi cambiare idea relativamente al fatto di fare sesso. Potenza della immaginazione, della fantasia. La indicai e chiesi come si chiamava. Gunjita! Anche il nome, vero o fittizio, era molto bello. La vecchia si complimentò per la mia scelta, era la perla della sua casa, ripeteva, la luce che allietava le sue giornate e avevo molto buon gusto. Avevo scorso di sfuggita anche la "figlia" che era destinata a sostenere gli assalti sessuali di Vishad. Sembrava una bambina ma aveva forse 13 o 14 anni. Esile davvero. Il pesante trucco la faceva sembrare una figura allegorica, una esagerazione. Non mi sarebbe piaciuto possederla! Forse... Forse perché so che non posso mettere limiti alla mia libidine, devo essere consapevole delle mie debolezze per poter riemergere. Non me la sentivo di biasimare Vishad. Gunjita era uno splendore. Gli occhi neri che brillavano, allegra e ...
    ... disponibile. Una vera Cortigiana, una vera Geisha! I capelli intrecciati con filigrana d'oro, il terzo occhio, tilak o bindi, le dava fascino come le sopracciglia e ciglia che le incorniciavano gli occhi. La bocca larga e generosa. Ricordai, stranamente dato il momento, che una volta gli uomini indiani segnavano la fronte delle proprie donne con il proprio sangue in segno di possesso, ora per fortuna è solo una mistura di legno di sandalo e coloranti naturali o nel caso del bindi un comodo adesivo. Il corpo? Sinuoso come quello di un felino. Sodo ma di una morbidezza estrema. Malleabile, si adattò al mio in una maniera incredibile. Una scossa di pura libidine quando ammirai le areole del suo seno, colorate di carminio e lo stesso sulle labbra polpose della sua vagina. Il colore rendeva la vagina simile ad una bocca, una bocca da baciare, da incollarci la bocca e succhiarne il miele. La lasciai prendere l'iniziativa e lei mi diede molto piacere. Il suo atteggiamento tranquillo e pieno di passione, l'uso della sua bocca e di tutto il suo corpo, la sua volontà di farmi godere il più possibile mi fece ammettere che Vishad, almeno su questo, aveva ragione, le donne indiane o le prostitute indiane sapevano far godere gli uomini. Avevano appreso un vera arte al riguardo, forse trasmessa geneticamente. Non volle rispondere alle mie domande quando sfinito sul tappeto cercavo di riprendere le forze. Con grazia le eluse. Smisi subito per rispetto. Attese e contribuì ad rinnovare il mio ...