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doppia personalità - cap 2 "fumetti e fantasie"
Data: 21/03/2020, Categorie: Etero Autore: Spirito1980
... negozio, così entriamo a scaldarci e posso offrirti un caffè» propose lui. Valentina si sentì sprofondare: era talmente tonta da essere rimasta impalata di fronte alla porta di un negozio chiuso. «Sinceramente non credevo di rivederti.» Nel sentire quelle parole si rese conto di quanto fosse stata scema alla convention. «Il negozio apre tra circa due ore. Pensavo di riordinare un po’ per la partita di stasera, ma visto che sei qui possiamo parlare e conoscerci meglio. All’Awsome c’era troppa gente.» Valentina sorrise e dentro di sé sentì esplodere un mix di emozioni. Andy le piaceva, non poteva certo negarlo a sé stessa: tante volte in passato, presa dalla sua grande razionalità e dall’approccio scientifico che gli studi le avevano inculcato, aveva negato consapevolmente a sé stessa cosa provava per un uomo, ma stavolta, chissà perché, non le andava di farlo. Entrò nel negozio e rimase a bocca aperta. Da fuori sembrava il solito bugigattolo nerd, invece una volta dentro si rese conto che era grande, ben arredato e pieno di fumetti, giochi in scatola, action figures e tantissime altre cose favolose che lei adorava. Andy le illustrò il negozio velocemente ma con cortesia, poi la invitò a sedersi su uno sgabello dietro il bancone. Valentina sembrava un automa: era così imbarazzata che eseguiva quasi senza respirare. Poi Andy la richiamò: «Caffè?», chiese, e si presentò con due tazzone di americano bollente e un sorriso che la fece sciogliere. Valentina era ...
... rimasta imbambolata per tutto il tempo in cui Andy le raccontava di come aveva deciso di mollare l’università e aprire il negozio alcuni anni prima. Lo ammirava: se si fosse trovata nei suoi panni, lei non ne avrebbe avuto il coraggio. Avevano tante cose in comune. Il tempo passò in un istante e poco dopo iniziarono ad arrivare clienti e giocatori per la partita. Quando la partita iniziò Valentina si rese conto che, mentre giocava, non faceva altro che guardare Andy e sorridergli. Un paio di volte si era pure scoperta a fantasticare su un eventuale dopo partita solo lei ed Andy ed era diventata tutta rossa, ma cercò di concentrarsi sul gioco. I minuti erano diventate ore, e le ore sembrarono minuti. Vale, persa nelle sue fantasie e nei sorrisi di Andy, quasi non si accorse che piano piano il negozio si stava svuotando. Restavano solo un paio di ragazzi che, finita la partita, si erano messi a guardare dei fumetti e delle miniature. Andy ne approfittò per avvicinarsi a Valentina, la abbracciò da dietro e le sussurrò all’orecchio: «Piaciuta la partita?» «Sì... tanto» faticò a rispondere la ragazza, più rossa che mai. Poi si liberò dolcemente dall’abbraccio e si girò per guardare Andy, che ci rimase un po’ male. «Dammi ancora qualche minuto, faccio uscire gli ultimi clienti e poi continuiamo dove ci hanno interrotti prima» si riprese Andy ammiccando. Vale quasi non ci credeva, era senza fiato e non riuscì a dire nulla, fece solo un piccolo sorriso imbarazzato. ...