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Il meccanico - 2^ parte
Data: 24/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Dreamcore
Seconda parte (da “Il Meccanico”) Quell’esperienza appena vissuta mi aveva davvero sconvolto ma saziato (al momento). Chiesi se potevo andare un attimo nel bagno dell’ufficio a ripulirmi almeno la faccia, e Sergio acconsentì. Si, avevo intenzione di pulirmi solo la faccia, e lasciare il nostro sperma rimasto sulla mia pancia e sull’uccello. Mi piaceva troppo. Mi rivestii lasciando che gli slip e la maglia intima si inzuppassero, indossai gli altri vestiti e salutai Sergio come se fosse un amico qualsiasi. Uscii dal suo cancello rischiando di provocare un incidente, tanta era ancora la disattenzione dovuta a quell’incontro. La settimana continuò con la routine quotidiana ed io un paio di volte mi masturbai di nuovo a casa pensando a quell’episodio (a quell’epoca vivevo dai miei). La stagione si stava evolvendo al freddo intenso dato che erano i primi giorni dell’inverno. Al sabato stavo già organizzando la serata con gli amici quando sentii squillare il telefono: “Ciao, sono Sergio. Disturbo?, c’è qualcuno che non vuoi che ci ascolti?” “Ma figurati non ti preoccupare dimmi pure”, gli risposi, dato che fortuna volle che in quel momento ero davvero solo. “Senti, ho parlato a Mara di te e le piacerebbe conoscerti. Ti va di vederci stasera a casa nostra?”. Immediatamente il mio battito cardiaco salì a mille, la mia mente si offuscò di colpo e si focalizzò su Sergio. “Ma certo, con gran piacere. Vuoi che porti qualcosa da bere?” “Assolutamente no, ci fa piacere la tua ...
... presenza, e poi al “bere” pensiamo tutto noi, non ti preoccupare”. Quell’accenno al “bere” non l’avevo interpretato bene, ovvero non capivo se aveva un doppio senso o se la loro era solo cordialità con gli ospiti. In ogni modo, mi affrettai a disdire l’appuntamento all’happy hour con gli amici con una scusa banale. Non li insospettii perché dissi loro che non mi ero ricordato di un altro appuntamento con una persona. Il pomeriggio lo dedicai alla cura della mia persona in modo quasi maniacale, non tanto per Sergio (che oramai lo avevo già visto ed apprezzato) quanto per Mara, sua moglie. Barba, capelli e profumo mi davano coraggio, ma ciò che inebriava la mia mente era il mio pensiero proiettato da lì a due ore. Si, mancavano due ore ed io ero in fibrillazione. Mi recai comunque in un supermercato e comprai una bottiglia di Chardonnet Sauvignon Franciacorta assieme a qualche aperitivo di rosticceria. Finalmente l’appuntamento. Casa loro era una via di mezzo tra una casa comune ed una villetta (stile anni ’70) con giardinetto e cagnolina simpaticissima tutto pelo. Suonai e mi accolse Sergio. Entrai e vidi Sergio da solo. “Non ti preoccupare se non vedi Mara, è andata un attimo a comprare una cosa al negozio sotto casa ed arriva subito”, mi disse Sergio. “Se vuoi puoi metterti comodo”. Sergio si sdraiò comodamente sul divano coperto da un telo asciugamano a guardare un film porno. “Accomodati pure” mi disse Sergio con sguardo malizioso. Mi guardai in giro. Casa loro era davvero ben ...