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In Cantiere - parte seconda
Data: 25/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Michel
Sentii aprire e chiudere la porta della E.R. due volte…. Forse Ajit aveva dimenticato qualcosa ed era tornato. Io mi stavo rivestendo quando sento una presenza dietro di me. Mi voltai di scatto e vidi John! Al solito, il suo passo felpato mi aveva preso alla sprovvista. Aveva lo sguardo corrucciato, come se gli avessi fatto un torto. “John …tu qui?” – dissi. “So che sei stato con Ajit” – mi disse John a bassa voce. “Ah… e quindi?” – replicai. “ero io che ti avevo scritto il post-it!” – affermò John con aria triste. “John! Avrei dovuto immaginarmelo! Vieni qua…” e lo abbracciai stretto a me. Era dolce ed eccitante allo stesso tempo. Lo baciai sul collo e lui mi sorrise. Avevo voglia di tenerezza dopo la scopata con Ajit. John iniziò a baciarmi delicatamente e solo di rado sembrava infoiato. Allungava la lingua, il suo respiro si faceva pesante, ma poi si fermava, non voleva esagerare! Lo abbracciai forte stringendolo a me. Era tenero e dolce. Sembrava che aspettasse da me l’iniziativa. Pertanto non lo delusi. Gli tolsi la giacca della tuta e la maglietta che aveva di sotto. Si fece spogliare mentre con gli occhi guardava in basso per l’imbarazzo. A quel punto per metterlo più a suo agio mi rispogliai anch’io e ci abbracciammo ancora una volta da nudi. Lo accarezzavo sulle spalle e facevo scendere le mie mani sul suo bel culetto liscio e sodo. Lo acchiappavo e lo schiaffeggiavo con entrambe le mani, mentre lui indietreggiava la testa per il piacere. Era passivo, si vedeva. Lo ...
... feci girare ed appoggiare con le mani alla ormai famosa sedia che stava là. Gli dissi di allargare le gambe e darmi il culetto. Obbediva senza esitare! Gli allargai le chiappette e iniziai a leccare il suo bel buchino color cioccolato. Gli sputavo e cercavo di introdurre la lingua più dentro che potevo. Lo leccavo a lungo mentre con i pollici gli allargavo lo sfintere. Lui godeva come un matto, miagolava come un gattino che faceva le fuse. Il mio cazzo intanto era tornato in tiro e iniziai a masturbarlo con una mano, mentre con l’altra allargavo le chiappe di John e leccavo sempre più intensamente. Ad un certo punto ero talmente infoiato che ho iniziato a penetrarlo con le dita di una mano. Prima solo l’indice, poi il pollice e infine l’indice e il medio. Con le dita affondavo in quel buchino caldo e accogliente, poi cercavo di allargarlo, visto che era talmente stretto che rischiavo di non poterlo inculare col cazzo. Sputavo e allargavo con indice e medio di entrambe le mani. Davo schiaffi alle natiche per farle rilassare e alla fine quando il sangue era ormai alla testa e il mio cazzo voleva la sua parte in quel gioco porco e dolce allo stesso tempo, decisi di avvicinare il mio cazzo a quel buco famelico e così piano piano iniziò la mia scopata con John. Era un buco stretto ma caldo. Lui mi aiutò con le sue mani ad allargare il culetto di cioccolata per far avanzare la mia verga dalla grossa cappella. Una volta dentro, lui soffriva ma non diceva nulla. Subiva e godeva nel ...