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In Cantiere - parte seconda
Data: 25/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Michel
... subire. Iniziai a stantuffare dentro con tutta la mia forza finché il suo sfintere si adeguò e si rilassò al punto che ormai godevamo entrambi all’unisono. Mentre io affondavo il cazzo dentro di lui, John spingeva il suo culetto verso il mio cazzo. Voleva prenderlo tutto fino in fondo. Più affondavo dentro e più lui mi veniva incontro. A quel punto allungai una mano verso il suo cazzo e vidi che era turgido. Iniziai a masturbarlo prima delicatamente e poi con vigore mentre lui ormai era in estasi e si faceva inculare e masturbare allo stesso tempo. Dopo un lungo sospiro John sborrò sulla sedia che aveva sotto le gambe. A quel punto tirai fuori il mio cazzo dal suo bel culetto e senza che me lo toccassi sputò almeno sei fiotti di sborra sulla sua schiena! Ero sudato e stanco, ma soddisfatto! Ci vestimmo e ci salutammo dopo un lungo e tenero bacio in bocca. L’indomani mattina incontrai Ajit che sembrava tutto preso per un problema di sicurezza in base al quale, senza un’autorizzazione del responsabile di cantiere quel giorno non si poteva lavorare. Formalità burocratica che mi impedì di accedere in control room per parecchie ore. Di contro ci sedemmo io e lui nel cortile in attesa che il gran capo ci desse l’ok per entrare negli uffici. Ajit era molto agitato e dopo una telefonata che ebbe non so con chi, mi disse che ci dovevamo spostare in un altro sito nel deserto, per alcune ispezioni che invece di fare l’indomani avremmo potuto fare quel giorno, visto lo standby in cui ...
... eravamo incorsi. Prese la sua macchina e l’avvicinò al cancello che dava l’accesso al cortile. Mi fece cenno di salire. Io, avendo inteso che si trattava di un’ispezione mi portai casco, computer, zaino con l’acqua. Era maggio e già il caldo si faceva sentire nel deserto saudita già fin dalle prime ore del mattino. Percorremmo parecchi chilometri verso nord su una strada sterrata. Non sapevo dove mi stesse portando e neppure potevo immaginare cosa sarebbe accaduto da lì a poco. Ad un certo punto sulla strada comparirono dei capannoni, dove alloggiavano i dipendenti della ditta di Ajit. Anche lui stava là…. E ovviamente anche John! Difatti era stato avvisato prima da Ajit di farsi trovare sulla strada per andare tutti insieme verso l’impianto. Capii che tra loro c’era qualcosa, un’amicizia particolare. Era proprio John l’amico di cui mi parlò Ajit all’inizio. Durante il tragitto non parlò quasi nessuno. C’era imbarazzo negli occhi di John. Percorremmo ancora qualche chilometro e raggiungemmo una vecchia tank farm dell’impianto. Siamo scesi e Ajit ci fece da guida. “Ajit! Che dobbiamo fare qui? Sembra tutto abbandonato!” – Chiesi. Mi fece cenno di stare in silenzio e di seguirlo insieme a John. Entrammo in quelli che dovevano essere gli uffici, ormai in disuso. Ajit mi spiegò che ormai lì dovevano smantellare tutto e quindi non c’era nessuno, ma lui e John si incontravano in quel posto regolarmente per scopare! Entrammo in uno sgabuzzino dove c’era un materasso e una sedia. John ...