1. Menatplay: roberto


    Data: 26/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear

    ... E ad ogni colpo il mio sudore caldo va ad innaffiare il prato scuro di Roberto. Gli faccio capire che da porca quale sono, non mi basta! Ne voglio di più!
    
    Ecco che allora ad un dito prova affiancarne un secondo.
    
    È una mossa riuscita: il mio corpo si contrae e si muove ancor più frenetico.
    
    Ansimo e gemo come una cagna in calore… Gli appoggio entrambe le mani sul petto, strappandogli i peli e tormentandogli i capezzoli fino a stringergliele intorno al collo per evitare di cadere o di farmelo scivolare fuori.
    
    Grida e bofonchia qualcosa mentre il mio cazzo si svuota sul suo torace disegnando una specie di fiume che scorre quasi immobile verso l’ombelico.
    
    Sorride (lo proporrò per una campagna pubblicitaria di un dentifricio), mentre mi accascio su di lui per riprendere fiato. Il mio respiro pesante nelle sue orecchie e sul collo. Sento sfilargli le dita. Mi accarezza la nuca. Mi afferra delicatamente per le guance e, piantandomi i suoi due fanali in faccia, gentilmente mi comunica:
    
    “Ora tocca a me, troia…”
    
    Con estrema delicatezza mi toglie anche il cazzo dal buco del culo che, a fatica, prova a riprendere la dimensione originaria… Mi bacia. Mi lecca dalla bocca in giù.
    
    “Mmmhhh… Com’è bello… E come sei delicato…” sogghigno.
    
    Non parla. Si limita a guardarmi mentre, afferrandomi per le ...
    ... spalle, mi spinge a terra davanti alle sue gambe spalancate.
    
    “Adesso finisci di spompinarmi, puttana! Ed impegnati a dovere… Non voglio che il finale sia deludente!”
    
    Mi preme con forza la testa sulla cappella. Spalanco la bocca e gliela succhio con la stessa violenza con cui è entrata: “Aaahhh, beneeehhh… Così, così - stringo forte le labbra intorno e gioco con le palle – Mmmhhh… Brava…” Giusto per non smentirmi aumento progressivamente la velocità fino a quando lo sento irrigidirsi ed inarcarsi.
    
    Ci siamo.
    
    Sta per venire! Allento la morsa sul cazzo e me lo appoggio in punta di lingua: i fiotti di sperma caldo mi inondano la gola.
    
    Ingoio ogni singola goccia, leccandomi le labbra.
    
    “Ho il cazzo in fiamme… - rantola, pensando che sia finita – Sono ripetitivo, ma lo ribadisco: bagasce come te ce ne sono davvero poche in giro… E scommetto che ancora non è finita!”
    
    Indovinato!
    
    Rido mentre gli ripulisco per bene il cazzo dallo sperma rimasto. Lui contrae gli addominali in un misto di piacere e dolore. Con gli ultimi mugolii mi solleva per farmi sdraiare accanto a lui. Avvicina le labbra per baciarmi dolcemente:
    
    “Ottimo lavoro, tesoro!”
    
    Si passa la lingua sulle labbra mentre il vetro scuro che ci separa da Ettore si apre:
    
    “Siamo arrivati in stazione, Signore!”
    
    - Continua -
    
    . 
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