1. La terrazza condominiale


    Data: 28/03/2020, Categorie: Etero Autore: singlebsx58roma

    Era una domenica di inizio giugno di vari anni fa. Era una bella giornata di sole, ma non ero andato al mare. Mi rende nervoso rimanere imbottigliato nel traffico. E andare al mare da Roma in estate significa questo. Sia all’andata che al ritorno. Però non mi andava di stare a casa. Così dissi a mia moglie se volesse venire pure lei a prendere il sole sulla terrazza condominiale. Ma ella declinò l’invito.
    
    Così presi sdraio, asciugamano, abbronzante, una boccetta d’acqua, un libro e m’incamminai.
    
    Uscii sul terrazzo e appena svoltai l’angolo della casupola dove erano le fontane, vidi una bella ragazza bionda stesa su un asciugamano adagiato su un tappetino di gomma, a prendere il sole.
    
    “Buongiorno” dissi mentre aprivo la sdraio. “Buongiorno le xè un condomino del palazzo?” “Si” rispondo io, “Piaxer, mi sono la nipote della signora Comin, della scala B” disse lei allungandomi la mano.
    
    Mentre le stringevo forte la mano, mi soffermai ad ammirarla. Era una bella bionda. Seno sodo, tra terza e la quarta, bei fianchi e belle gambe lisce.
    
    Pelle chiara, labbra suadenti, occhi chiari. Un gran pezzo di figliola.
    
    Rimasi quasi di stucco. Cacchio, ma io questa la conosco, dicevo tra me e me.
    
    “Scusami, ma noi ci conosciamo? Hai un viso noto” le dissi. “Forse mi somiglio a qualcuna che ti conosi, o forse mi go qualche sosia qui a Roma”. “Ma sei già venuta a trovare tua zia altre volte?” “Si, ma tanto tempo fa, ero ancora una ragasina” “Ora che ci penso somigli a qualche ...
    ... personaggio famoso” “Ah, allora te lo digo mi, xè Paola Barale, me lo dicono in tanti” “Ma sì è vero, somigli a lei”.
    
    Intanto avevo sistemato l’asciugamano sulla sdraio e mi ero accomodato. “Da quale città del veneto?” “Vicenza” “Ah si? Mi go fato el militar a Padoa quando gavevo 20 anni” dissi cercando di imitare il dialetto veneto. “Ahahah, me xpiase ma ti non te gxei bon a parlar veneto” “Lo so, era tanto x rompere il ghiaccio, come si dice”.
    
    Facemmo un po’ di dialogo, soliti discorsi convenzionali sul chi siamo, cosa facciamo, ecc. Poi preferimmo il silenzio. A occhi chiusi prendevamo il sole.
    
    Ogni tanto li aprivo per buttarli su quel corpo stupendo. Due volte i miei occhi incontrarono i suoi.
    
    Dopo un pò mi disse “Senti Paolo, te da miga fastidio se mi me levo el reggiseno?”, “Ma scherzi? Fai pure” dissi con disinvoltura, non vedevo l’ora.
    
    E in un baleno se lo tolse. Aveva veramente un bel seno sodo. D’altronde era giovane.
    
    La pressione sanguigna cominciò ad aumentare al mio equatore. Avevo intenzione di fare un po’ di lettura, ma con quel ben di dio accanto non ci sarei mai riuscito.
    
    Poi ad un tratto si girò a pancia in sotto e senza guardarmi, rimanendo a occhi chiusi disse con quella sua cadenza veneta: “Scolta, te andrebbe de passarmi un po’ di crema sulla schiena e le gambe?” “Certo che problema c’è?” le risposi mentre tra me e me pensavo "ma che mi sta provocando?"
    
    Presi il tubo della crema e cominciai a spalmarla sulle spalle facendole nel ...
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