1. La terrazza condominiale


    Data: 28/03/2020, Categorie: Etero Autore: singlebsx58roma

    ... contempo un massaggio. Gliela passai anche sui lati del corpo da sotto le ascelle ai fianchi. “Ooh ma ti te ghe xei proprio bravo, me sembri un massaggiatore”.
    
    Finita la schiena scesi alle cosce. Dopo aver spalmato sul lato aperto delle cosce, fino al ginocchio, spostai la mano nell’interno cosce. Ero a un centimetro dal pube. "Ora glielo massaggio, vediamo che succede. Male che vada mi ammolla un ceffone. Sti cazzi. Siamo solo noi, non ci vede nessuno, neanche dagli altri palazzi" (in quel periodo abitavo in una zona di Roma leggermente collinare dove i palazzi degradavano). Questo pensai mentre avevo il cuore in gola che mi batteva forte.
    
    Cominciai a sudare con più abbondanza dalla fronte e dalla schiena. Presi coraggio e ruppi gli indugi.
    
    Poggiai il dito medio sul costume all’altezza dell’ano, e come a simulare un leggero massaggio scesi sotto verso il clitoride. Lei non ebbe reazione anzi. Rimanendo a occhi chiusi inarcò il bacino verso l’alto per facilitare il movimento della mia mano verso il clitoride.
    
    Percepii nettamente che il costume era già bagnato di umori vaginali. Questa sua reazione mi infuse sicurezza e automaticamente smisi di sudare.
    
    Cominciai a baciarle le orecchie, il collo, la schiena. Infine la girai, ci guardammo un attimo e mi disse “Me piasi toso” prima di attirare con la mano il mio viso verso il suo e penetrarmi la bocca con la sua lingua.
    
    Prima di passare a baciare e mordicchiare i suoi capezzoli, dovetti dare libera uscita al ...
    ... pene eretto, che, compresso nel costume, chiedeva pietà.
    
    Dopo un po’ di petting, capimmo che non aveva più senso stare in costume e prima di togliercelo, andai a chiudere a chiave la porta della terrazza. Se fosse venuto qualcuno gli avrei spiegato che si apriva e sbatteva.
    
    Tornato da Alessia mi sdraiai per terra e infilai la mia testa in mezzo alle sue cosce. Non smisi di lavorare finché non mi abbeverai del suo liquido, mentre ella cercava di domare le sue urla di piacere.
    
    Mi tirai su e con le nostre lingue condividemmo il suo piacere.
    
    Ora ero dentro di lei fermo. Ci riposammo un attimo, poi presi a cavalcarla.
    
    Il fuoco che avevamo dentro ci avvolgeva totalmente, dando ai movimenti dei nostri corpi una totale sintonia, ed ella manifestò il secondo orgasmo conficcando le unghie delle sue dita sui miei glutei.
    
    Ero sul procinto di venire anche io, ma riuscii a resistere staccandomi da lei.
    
    Volevo assaggiare tutto di Alessia. Dentro la settimana a venire sarebbe ripartita. E quando mi sarebbe ricapitata di incontrarla di nuovo?
    
    La feci girare a pecorina, presi la mia bottiglia d’acqua e le sciacquai l’ano, dopodiché cominciai a leccarglielo e giocarci con le dita x farlo rilassare.
    
    “Oohh cosa ti voi far? Non ghe xe possibile, me fa mal de drio” “Non te preocupar, ghe penso mi. Se ti farò del male mi toglierò, giuro” le risposi.
    
    Si convinse e mi lasciò fare. Quando sentii che l’ano era rilassato, la feci tirar su con la schiena rimanendo entrambi ...