1. Il venditore ambulante 3 -claudio- xiii


    Data: 30/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Soundserio

    Da quello splendido week end trascorso in compagnia di Edoardo passò qualche giorno, era mercoledì mattina quando, dopo aver fatto la doccia, rientrai in camera a vestirmi notando l’arrivo dei tre in veranda. Quella mattina non si godettero lo spettacolo, ero già vestito, alle nove avevo appuntamento con il professore. Sorrisi andando a chiudere il balcone e scappai via dall’appartamento. Intorno alle undici stavo ancora a parlare con il docente su come muovermi per vincere quel bando che mi consigliò, presi il telefono alla mano per controllare e trovai un sms –“Questa mattina non ci fai vedere nulla?”-. Memorizzai il numero e cercai su whatsap il contatto visualizzando l’immagine profilo. “Eccolo”, non avevo alcun tipo di dubbio ora, si trattava del biondino. Dopo aver salutato il docente andai via dalla facoltà e in strada risposi a quel messaggio –“Sentiamo, cosa vorreste vedere?”-. Quella mattina faceva un caldo pazzesco, non sembrava ottobre ma bensì primavera. Incamminandomi verso casa il telefono squillò ancora, una chiamata, guardai lo schermo: signora Domenica –“Salve Gabriele, vorrei confermarle la visita per venerdì nel primo pomeriggio”- , -“Benissimo signora, io sarò via dalla mattina, rincaso intorno alle diciassette, gliela lascio trovare ordinata”-. Ottimo, almeno non mi sarei sorbito la visita della signora con l’acquirente, il prof. aveva stabilito un incontro proprio per quel venerdì. –“Sembri molto bravo nei lavori di bocca”- rispose contemporaneamente ...
    ... al messaggio il biondino –“Lo lascio dire a chi mi prova”- replicai –“Fatti vedere”- , -“Non sono a casa, rientro a breve.
    
    Perché non vi fate trovare tutti e tre sotto casa al mio arrivo”- , -“Buongustaia”- , -“Vi offro un caffè da macchiare”- , -“Lascia stare, non ci interessa”- , -“Peccato”-. Quando arrivai a casa erano circa le dodici passate e i tre erano andati a pausa pranzo, insoddisfatto del rifiuto cercai di escogitare un piano per conquistare e portarmi a casa almeno il biondo. Dopo aver lavato le stoviglie attesi l’arrivo degli operai seduto dietro la scrivania. Al loro ingresso mi brillarono gli occhi, erano solo in due, il baffuto non era con loro. Il biondo, del quale ancora non conoscevo il nome, buttò subito lo sguardo nella stanza e sorrise prima di mettersi a lavoro. Fingendo attenzioni verso il computer allungai la mano destra sulla bottiglia dell’acqua che stava posta sul piano e la impugnai per bene come se fosse un pisello. I nostri occhi iniziarono a incrociarsi più spesso, soprattutto quando lentamente cominciai a fare su e giù flemmaticamente sulla bottiglia di due litri. Quanto avrei voluto fosse il suo cazzo. Volevo proprio maneggiarlo con cura e domandargli quante seghe si era fatto pensando alla scena nel ripostiglio. –“Guarda che rischi di consumarla con quel su e giù”- scrisse al telefono con uno smile –“Portami la tua che te la consumo un po’”- risposi con occhiolino proseguendo a simulare la sega. –“Sei proprio maiale”- rispose prima di ...
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