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La crociera di sexy anush
Data: 05/04/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark
... stanza dicendola al cameriere, la 13121, a babordo. Dopo un whisky li salutai e mi ritirai. Dopo un’ora, però, non era ancora arrivato nessuno e pertanto mi misi in accappatoio e accesi il portatile per provare a scrivere qualcosa. Ma verso le 23 bussarono alla porta. Mi alzai e andai ad aprire. Erano loro. Chiusi il portatile e li feci accomodare. Aprii il bar e presi da bere per tutti. Poi accesi la musica di sottofondo e abbassai le luci. Dal balcone si vedeva il mare che scorreva silenzioso e maestoso da destra a sinistra, inseguito dal riflesso della luna che riusciva a illuminare di rimbalzo la stanza con una certa complicità. Feci cenno ad Anush si portarsi da me e lei, con studiati movimenti, si avvicinò a portata di mano. Seguendo il copione del capitolo che avevo scritto, le accarezzai le gambe e risalii sotto la gonna. Mi lasciò arrivare fino al culo e capii che non portava le mutandine. L’uccello diede segnali di approvazione. La girai di schiena e Anush, come da racconto, si piegò in avanti sulla scrivania. Guardai il marito, che stava seguendo la scena con la mano sulla bocca, perfettamente immobile. In apprensione forse, ma fortemente desideroso di vedere il resto. Piano, come si deve fare in questi casi, sollevai la gonna fino a scoprirle il culo del tutto, che si stagliava in posizione straordinariamente scultorea. Come cantò De André in un frangente simile, «Mai non fu vista cosa più bella…» L’ombra creata dalla Luna dava alla fessura ...
... delle natiche una maestosità tale che, se fossimo stati nella Antica Grecia, ne avremmo fatto una statua come il discobolo. L’avrei intitolata «Curve della luna», a esaltare la rotondità e l’atmosfera da sogno che generava il satellite della Terra. Sarebbe arrivato ai posteri almeno il culo: meno della Venere di Milo, cui mancavano «solo» gambe e braccia, ma mille volte più poetica. Il marito ci guardava soddisfatto della reazione che il culo di sua moglie mi provocava. L’apprensione aveva fatto posto al compiacimento, ne andava giustamente fiero e adesso era ansioso di vederla montare. Se ne sarebbe inebriato. È quello che mi piace nei rapporti a tre. Mi slacciai l’accappatoio e lasciai che si aprisse per liberare l’uccello, il quale ormai invocava il cielo. Mi mossi nella calma più assoluta e piegai il cazzo fino a strofinare il glande nella fessura delle natiche. Non diede segni di impazienza né di timore, mentre al pene era venuta l’acquolina in bocca. Le allargai le gambe per portarla all’altezza giusta e lei poggiò il ventre sulla scrivania, pienamente recettiva. Poi, quando trovai l’incavo che portava alla cunetta della figa, guidato dalle grandi labbra, appoggiai la cappella fino a farla alloggiare in tutta comodità. A questo punto Anush ebbe un fremito d’attesa, che era anche d’approvazione. Spinsi piano il pene, che però scivolò dentro come un coltello caldo nel burro. Era bagnata. L’uccello non chiedeva altro che sbatterla così e pertanto mi mossi con ...