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Piedipiatti
Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
(Racconto n. 68) Ho 52 anni e sono un funzionario della Polizia di Stato. Sono alto 1:90, due spalle larghe e proporzionato in tutto, anche nei piedi numero 45 e nel cazzo di 25 centimetri. Sono di carnagione olivastra, essendo siciliano, molto peloso e virile, la testa rasata e grossi baffi brizzolati, come tutto il pelo che ho addosso. Insomma, tutti credono che io sia assolutamente etero. Sposato già due volte, con due figli ormai grandi, in realtà qualche scappatina gay me la concedo ogni tanto. Mi piace farmi anche qualche bel culetto di frocio. Quando mi viene questa voglia, la sera faccio un giro in macchina in certi posti noti, specie a noi poliziotti, per rimorchiare qualche frocetto affamato di cazzo. Confermo che i gay sanno farci meglio sia di bocca che di culo e poi lo fanno gratis, escluse le marchette, naturalmente. Inoltre soffro di quella che gli Americani chiamano “malattia del sesso” e che da noi è invece motivo di orgoglio. Devo farlo almeno 2-3 volte al giorno; e dico almeno. E’ stata questa la causa del divorzio dalla mia prima moglie e di alcune tensioni con la seconda. Le donne non ne sentono il bisogno e non hanno voglia di soddisfare i loro mariti, sicché sono costretto spesso ricorrere ai gay o tirarmi pugnette. Durante il Gay-pride sono stato incaricato di dirigere il servizio di sicurezza e mi sono fermato circa a metà del percorso della manifestazione. Col mio vestito scuro impeccabile, lo sguardo torvo da difensore dell’ordine e la ...
... radio a portata di mano per le comunicazioni con gli altri agenti impegnati facevo la mia porca figura di macho perfetto. Oltre alle famiglie arcobaleno con bambini, tra tutti i froci e frocetti che mi sono sfilati davanti, uno mi ha particolarmente colpito. L’ho notato quando ancora era un centinaio di metri da me, ai margini del corteo, ma anche lui mi ha notato ed i nostri sguardi si sono intrecciati già da quel momento. Avrà avuto sui 20 anni, di corporatura minuta, capelli arruffati biondo scuro e due splendidi occhi che mi affascinavano sempre più, man mano che si avvicinava. Quando mi è passato davanti ha fatto finta di prendere una storta ed io, istintivamente, l’ho sorretto. Mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha detto “Grazie” in un modo che mi ha sconvolto. Ho potuto così constatare che aveva gli occhi verdi che sprizzavano un misto di gioia ed ingenuità giovanile. Mentre lo sorreggevo lui inavvertitamente (od almeno così sembrò) mi sfiorò la patta, come per sentire la consistenza dell’uccello. “Attento a quello che fai”. “Vuole arrestarmi?” “Se ti metto le manette poi dovrò prenderti il culo”, scherzai (ma non troppo). Riprese a camminare mostrandomi un culetto da urlo ma si girava spesso a guardarmi ed io non ho mancato mai di rispondere al suo sguardo, pur mantenendo una faccia dura ed inespressiva. “Stai attento che qui c’è gente che sa leggere molto bene certi sguardi”. Era un agente più giovane di me, anche lui col vizietto di qualche ...