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Il magazzino
Data: 08/04/2020, Categorie: Etero Autore: fumatoredantesco
... per moooolto tempo, raggiungimi!', son indeciso sul da farsi, entro spudoratamente nel suo ufficio sotto gli sguardi di tutti? Non ho il tempo di fare tutte le mie congetture che lei sta per passare davanti alla mia scrivania, passo svelto. Io - 'Monia, puoi venire un secondo?' le chiedo con fare informale ma allo stesso tempo professionale; Lei - 'Dimmi Luca' Io senza dire niente le porgo il biglietto allungandoglielo davanti senza fare gesti eclatanti e in modo che fosse abbastanza vicino da poterlo leggere chiaramente. Lei in una frazione di secondo legge il post-it, sfodera un sorriso che ha tutta l aria d essere molto intrigato e malizioso, poi alza lo sguardo e mi lascia con un occhiolino che per me rappresenta "l accordo tra le due parti" senza se, senza ma. L eccitazione sale d improvviso, il cuore va come un treno e tra i pantaloni cè il compagno d avventure che implora d esser lasciato libero. Mi alzo con aria soddisfatta, ma l atteggiamento diventa subito serio e professionale come tutti i miei colleghi seduti li alle loro scrivanie appena m accorgo d essere "l unica voce fuori dal coro". 'Non devo dare nell occhio', mi ripeto nella mente. Allora vado in bagno, recupero della carta perchè giù cè di tutto ma manca il necessario per ripulirsi, ci si deve separare che si è come ci siamo trovati sopra - mi dico - anche se la tentazione di saltarle addosso come un animale e lasciarmi andare alle più perverse fantasie è grande da parte mia. Scendo giù ...
... dalle scale, il cuore e l agitazione vengono con me, il palato mi s asciuga quasi di botto: 'non la bacierò' penso e nel frattempo sistemo un tavolo di quelli da giardino, di plastica bianca e un metro quadrato di larghezza nell unico spazio libero che cè in tutto il magazzino, di fronte alle scale. E' uno spazio abbastanza cospicuo per due amanti che si avvinghieranno nell immensa bontà dell amarsi e donare piacere al partner. La fretta e l eccitazione m hanno fatto dimenticare che il direttore m aveva preparato la scheda dei prodotti da portare con me per familiarizzare con essi, quindi mi accingo a risalire le scale... Non faccio in tempo ad arrivare a metà che lei è li e sta scendendo con il foglio in mano, indossa i pantaloni neri di pelle attillati e al fondo ha un paio di scarpe coi tacchi neri e una fibbia metallica che risalta il tutto, le vado incontro che non resisto più, le mordo il labbro inferiore e lei lo concede dolcemente quasi a voler, di proposito, essere baciata senza opporre resistenza alcuna o partecipare attivamente. Quando mi stacco mi guarda con aria serena e mi dice amichevolmente: 'che testa che c hai!', e mi porge il foglio di cui, in quel momento, non mi frega una beata cippa. Io annuisco sorridendo e scendiamo le scale senza dire una parola. Arrivati al fondo, le indico il tavolino e mi faccio serio ordinandogli con fare da imperatore 'appoggiati li, con il ventre'. Lei è molto disponibile e eccitata e si lascia scivolare sul tavolino ...