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Che accade in quel motel?
Data: 10/04/2020, Categorie: Etero Autore: Grey-Heron
... fibbione. Vedo che ha i polpacci delle gambe molto sviluppati da donna che fa o faceva sport. Le scarpe con tacco alto che si adattavano alla cintura. Lei è la bionda, capelli molto corti, quasi da maschio. Michela invece è la mora, capelli abbastanza lunghi legati a coda dietro che le dava un’aria di donna più giovane. Anche lei indossava una gonna sopra al ginocchio color aragosta e una camicetta molto leggera a fantasia che riportava i colori della gonna. Di lei mi rimasero impresse le mani, belle e affusolate e le unghie laccate una tonalità più scura della gonna, una serie di bracciali al polso. Io e Ivano continuiamo a parlare e ad un certo punto mi dice “ Bella donna pure Michela vero?” “Si bella davvero, ma se permetti pure tua moglie è molto attraente” “Grazie, è vero” mi risponde e continua “Stefano , il marito di Michela è di sopra con alcuni amici, stavo parlando con lui al telefono” Cazzo, penso, il marito di una sta di sopra con amici e loro qui al bar e anzi le due donne se ne sono pure andate. Nella testa iniziano a frullarmi pensieri di tutti i tipi. “Sandro, sei sposato tu?” “No, divorziato da un secolo, errore di gioventù, ne siamo usciti bene entrambi, niente figli e divorzio consensuale”, “ora sono libero come un uccel di bosco e mi piace volare da un ramo all’altro” Ci ridiamo sopra e mi dice” Bene, bravo, libero di volare”. Ordiniamo un altro prosecco e un altro gin-tonic. Cin-cin. “Sandro, ti piace leccare la fica? La domanda mi coglie di ...
... sorpresa, ma ammetto che mi aspettavo un ulteriore sviluppo della conversazione. “ Certo, eccome mi piace leccare la fica” rispondo “ specialmente se è ben depilata, mi piace titillare con la lingua, leccarla bene e giocarci con le dita”. “Ottimo” mi risponde Ivano, “ andiamo di sopra dalle ragazze, ci aspettano, hanno deciso che c’è ne anche per te, ti va?”. Mi sorride, mi strizza un occhio, firma il conto, anche il mio. Pacca sulla spalla, “ Andiamo che ci si diverte, andiamo a fare il nostro dovere” mi dice Ivano. Ci avviamo verso il fondo del corridoio. Non prendiamo l’ascensore per salire al primo piano, facciamo le scale. Imbocchiamo un altro corridoio dalle luci basse. C’è una lunga fila di porte chiuse. Numeri pari sulla destra, i dispari sulla sinistra. Nel percorso incrociamo un lui e una lei che escono da una stanza. Successivamente un altro lui giovane e aitante esce da una stanza e si incammina verso l’uscita. Io e Ivano ci fermiamo davanti alla 119 e li accanto c’è la 121. Ivano inserisce la scheda magnetica, click, la porta si apre, entriamo. Tutto l’ambiente è in penombra, siamo in un piccolo ingresso con il bagno a sinistra e una porta scorrevole sulla destra. Ivano mi dice di fare silenzio con il dito sulla bocca. Spinge la porta scorrevole, la apre tutta per darmi la possibilità di vedere l’interno della stanza adiacente, la 121. Anche qui le luci sono basse, tranne che per una lampada in fondo alla stanza che illumina un tavolo rotondo. Seduti attorno, ...