-
Il collega camionista 9 (una festa di carnevale)
Data: 14/04/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: cpromagnolamatura
... con la vita stretta ed il corpetto che spinge in alto i seni rendendoli appetitosi. Anna riuscì in effetti a procurarsi un busto decorato in pizzo, appartenuto a chissà quale nonna, ancora con le stecche in osso e l’apertura a V sullo scollo davanti, chiuso da un nastro. Completava il tutto con un paio di culotte di seta bianche perla che le evidenziavano perfettamente le curve delle natiche. Il problema era comunque il vestito di sopra, diciamo, anche se poi pensandoci, nei bordelli non è che dovessero proprio essere troppo vestite. La fortuna comunque ci aiutò perché trovammo a un abito a fiori molto scollato ma con la sottana lunga alla caviglia che le dava un aspetto da maestrina niente male. Scarpette con tacco basso e cinturino alla caviglia e un pomeriggio dalla parrucchiera a farsi fare dei gran boccoli ai capelli. Dal canto mio non ebbi molta difficoltà a trovare una giacca con i risvolti un po’ flosci ed un cappello dalle tese larghe per darmi decisamente il tono di un possidente, con tanto di panciotto decorato dalla catena dell’orologio. Lasciati i figli dai nonni siamo partiti alla volta di Padova, prendendo su Franco che ci aspettava in un bar dell’Adriatica, subito oltre il Reno e prima di Argenta. Anche Franco si era vestito da signorotto di campagna con un vistoso anello alla mano sinistra, perché sosteneva che i ricchi possidenti, come gli allevatori di maiali, secondo lui si distinguevano almeno per due cose: un anello con un bella patacca vistosa al dito ...
... ed il portafoglio gonfio a fisarmonica! Ricevuti i complimenti di Franco e con foto di rito al bancone del bar, proseguimmo quindi alla volta del padovano, per poi perderci nella campagna nebbiosa di un sabato sera di febbraio. Devo dire che Anna faceva una gran figura, specie per l’acconciatura elaborata che le conferiva un’aria mista da bambina e da porca insieme, non so se mi spiego! Arrivati all’indirizzo di una casa di campagna preceduta da un gran viale ornato su entrambi i lati da alti tigli abbiamo parcheggiato nel piazzale antistante vicino ad altre auto. Notammo anche diverse targhe straniere, per lo più austriache e di provincie del nord e del centro Italia. La casa, o meglio la villa, era di quelle con alti camini ed un patio centrale con colonne e sulla porta di ingresso due grandi lucernai in ferro battuto, mentre il vialetto era illuminato e segnalato da lucerne. Varcato il portone d’ingresso fummo accolti da una ragazza in maschera che sorridendo prese in consegna i nostri cappotti rilasciandoci un buono per la consumazione ed un pieghevole in cui si illustrava l’organizzazione della festa. Tra le altre cose era specificato l’obbligo del profilattico, ed il manleva dell’organizzazione rispetto a rimostranze, furti o incidenti. Ad Anna fu anche consegnata una coccarda tricolore con un numero da appuntarsi sul vestito. Eravamo un po’ perplessi a evidentemente l’organizzazione doveva sapere il fatto suo ed avere avuto come dire…altre esperienze . Nel salone ...