1. La Scema 4- La perdita di una sciarpa bianca


    Data: 15/04/2020, Categorie: pulp, Autore: senzaidentità

    ... fino in gola, lei respirava a pieni polmoni, prendeva e lasciava l'aria dolciastra di gladioli. La sua lingua si ritraeva, tornava alla luce, si muoveva, come fanno quei serpenti che s'avvolgono a spirale. Girava, cercava, cospargeva di saliva. Buttava la testa all'indietro e tornava a stringere solo l'inizio tra le labbra fatte rigide. -Dovevamo venire qui anche ieri. È meglio dello spettacolo di Nicla.- -Zitto Stomaco… Non brontolare.- Credo che avrebbe potuto lasciarglielo fare anche per ore, quel prendere e lasciare, ma l'insicurezza del posto faceva battere il cuore troppo veloce a tutti e tre. Ebbi quasi l'impressione che il rimbombare del mio battito cardiaco potesse farsi eco in tutto il cimitero e raggiungere le loro orecchie. -Se ci becca quel coso ci uccide.- -Non la fare tragica Stomaco… Quanto meno, saremo nel posto giusto.- Sentii gonfiarmisi le vene, farsi evidenti sulle tempie o forse non era il mio cuore a far tutto quel casino ma il suo, gettava occhiate intorno ai mille occhi delle foto, argentei, eterni, fissi sui loro atti osceni. Battito fattosi tanto forte da uscirgli dal petto e farsi udire con una voce vera e propria. Probabilmente aveva un presentimento. Non lo so ma sentivo il cuore risuonargli lungo la carne dritta che aveva sulla lingua di Marta, contro le pareti delle guance, solo con l'immagine contro le pareti della fica, scosse dalla scossa elettrica di un godimento suo che diventava pure mio. Allora la paura e la voglia si fondevano e mi ...
    ... bloccavano con la fronte quasi contro al marmo che mi nascondeva e il volto di Marta era incollato all'ombelico di lui. Continuava da sola e perdeva tanti fili caldi di saliva. Le scivolavano dai lati delle labbra, al mento, al collo per finir bevuti da una sciarpa setosa, bianca a fantasia di rose blu. Non ci pensai all'istante, per quale ragione quel fazzoletto fosse finito su di lei né perché non ci avessi fatto caso prima. Non avevo visto Nicla squirtare ma in compenso i pompini di Marta mi facevano impazzire. Lei finì a quattro zampe verso di me, costretto a scomparire dietro la colonna mi rimase solo di immaginarlo, farsi acqua calda dentro di lei, in gola a lei, nel pulsare di ogni vena. Segnale, concreto e astratto insieme del battito di cuori che pompano all'unisono. Peccato che in quella faccenda vi fosse di tutto meno che cuore. Lei se ne andò per prima, lui la seguì poco dopo. Io attesi la luna e quindi per cena mi toccò la roba fritta della pizzeria della Villa ma quella notte avrei potuto assopirmi in pace. Avevo visto quello che desideravo e saputo quel che volevo, a questo punto lo spirito di esterno impiccione mi disse che in fondo io per giudicare lui non avevo qualità, allora tanto valeva posare il giornale, asciugarsi la fronte e conservare il segreto con dignità. *** “Tu hai detto che sei mio amico." Mi disse Marta alla vigilia dello scritto. Ci trovavamo straordinariamente in classe. Il professore di lettere voleva che leggessimo tutti insieme pezzi che ...