1. La Scema 4- La perdita di una sciarpa bianca


    Data: 15/04/2020, Categorie: pulp, Autore: senzaidentità

    ... potevano scappare all'analisi del testo il giorno dopo. Luglio ci aveva imbrattati, rilassati. La scema e molti di noi s'erano lasciati andare all’ansia che porta a fumare e a stuzzicare senza sosta. Marta era più grossa, florida non grassa e nessuno più si azzardava a sfotterla. La notizia che la scema era gravida aveva fatto il giro di tutto il vicinato dei paesi e delle cittadine limitrofe e come al solito il cornuto è l'ultimo a conoscere la sua scarogna. Marta voleva, pregava che l'avessi accompagnata a dar la notizia del lieto evento alla sua signora Madre. Ero convinto che già lo sapesse. Lei che inciampava più di frequente e arrivava sempre più tardi la mattina perché costretta fino alle otto con la faccia nel cesso dalla nausea non potevano essere stati ignorati come indizi da sua madre e non lo erano stati. Avevano sbagliato preoccupazione tuttavia, lei ed il nostro dottor Di Crescenzo. Credendola vittima d'ansie e nervosismo per una crescente depressione data dagli esami imminenti e dalla sua misera condizione di esclusa, avevano preso a controllare che non si inducesse vomito a ...
    ... seguito delle sue frequenti abbuffate. Non si poteva contraddirli, non si era pensato a null'altro. Le dissi di no. Non ero più intenzionato ad impicciarmi. Fuori la pioggia batteva forte ma soffiava dolce il vento, un temporale di mezza stagione che si portò appresso un fulmine, preciso da ammazzare un traliccio dell'alta tensione e da costringerci all'oscurità di un black out nei due giorni successivi. Tipo quello colpevole d'aver folgorato la madre di H.H. durante un pic-nic. Per la strada verso casa rividi la scena del cimitero tra me. Erano trascorsi più di tre mesi ma allora era un dettaglio insignificante ai miei occhi. Mi chiedevo se avessi fatto male a tenermi il segreto. Evitando le pozzanghere formatesi dopo la fine dalla breve precipitazione, pensavo a come allontanare i crucci che mi facevo dal nulla incontrai la sciarpa bianca, quella a fiori in cui Marta affondava sempre la faccia. Mi chinai a raccoglierla e proprio in quel momento passò la Mercedes che la indossava prima che arrivasse a lei facendomi una doccia di fango. Era la prima volta che li vedevo insieme. Si erano identici. 
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