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Sei la mia troia
Data: 15/04/2020, Categorie: Etero Autore: Brook
Non capisco il senso della parola troia come insulto. Nasce tutto dal profondo maschilismo dell'uomo, l'idea che una donna possa essere disinibita e possa vivere in serenità la propria sessualità ferisce il bigotto. Beh, tu quando vuoi sai essere molto troia, ma non ti offendere , ti prego , sai come io intendo questo termine. Sai che ti adoro quando prendi l'iniziativa , quando mi guardi voluttuosa. Sei la classica tipa che per strada non incrocia lo sguardo con i passanti eppure all'interno del nostro piccolo cerchio d'intimitá con lo sguardo mi trafiggi, mi uccidi. E mi uccidi ora , mentre l'ascensore sale e il rumore dei suoi ingranaggi metallici al lavoro si fonde con quello dei nostri baci. Calmi, lenti. Adagio, sento il tuo naso e le tue guance infrangersi sul mio volto. Freddi, gelati dall'aria di questa notte milanese. Abbiamo riso, scherzato tra di noi e con i nostri amici e tornando a casa ci siamo tenuti vicini , portandoci calore come due stufe e adesso che dalla strada siamo passati al più sicuro abitacolo dell'ascensore possiamo riscaldarci a pieno. Tu lo fai infilando le tue mani all'interno del mio cappotto, stringendomi i fianchi, premendo le tue unghie sul mio costato. Io lo faccio tenendoti la nuca e passando le dita in mezzo ai tuoi capelli. Quei capelli rossi che adoro, rossi come una fiamma, non quella di un incendio che distrugge e uccide ma quella di un camino che conforta, non quella che scotta ma che al massimo cauterizza. Quella che fin dagli ...
... albori l'uomo primitivo ricercava per scacciare via tutti i pericoli e dormire sicuro. Ecco, ho perso il filo, perso nel pensare queste cazzate e tu mi guardi con i tuoi occhioni e un sorriso indagatore che si chiede perché mi sia fermato. L'ascensore fa DIN, dal pianerottolo a camera nostra è un attimo. Tu sei ancora avvinghiata a me, le nostre lingue lottano come due gladiatori senza armi, i tuoi gomiti siedono sulle mie scapole per compensare i pochi centimetri che ci separano, le tue dita disordinano i miei capelli. Ti scosto, con la mano sinistra ti afferro per il collo, la mano destra poggia le sue falangi sulle tue labbra, morbide ed umide, che come un'ostrica piano pianino si schiudono. Ti infilo un dito, poi due, in bocca, le affondo, le bagno con la tua saliva. Tu mi guardi con la bocca spalancata e gli occhi persi in me, so che ti piace, sentirti mia, ti piace. Adesso, molto lentamente ti siedi sul bordo del nostro letto, io rimango in piedi davanti a te, sai cosa voglio, sono attimi di silenzio , il silenzio più eccitante che conosca, tu esiti , come sempre, vuoi farmi credere che non lo farai ma alla fine cederai, perché so che piace anche a te, è solo che ti piace giocare. Il tuo sguardo e quel labbro che ti mordi confermano le mie ipotesi. La tua mano destra è già sulla mia cerniera. Sei elegante e delicata pure quando mi sbottoni e mi tiri fuori il cazzo... come fai lo sai solo tu. Lo sorreggi con una mano e lo prendi in bocca, basta il contatto delle tue labbra, ...