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L'eunuco ed il sovrano
Data: 16/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Asseffect
Il seguente racconto è ispirato da un libro letto ancora anni fa, di cui purtroppo non ricordo né titolo né autore, affittato in biblioteca per una ricerca, fra l’altro, per cui non saprei come ritrovarlo, mi spiace. Stava per entrare nella stanza del sovrano e tremava, in preda all’ansia. Quello era il culmine della sua vita: tutto ciò che aveva sofferto, tutte le esperienze, l’educazione ricevuta, tutto sarebbe culminato in quella notte. Era conscio del fatto che, a prescindere da ciò che sarebbe successo, nulla sarebbe più stato come prima. Avvicinando la mano alla maniglia la sua vita gli balenò davanti agli occhi. Della castrazione aveva ricordi ancora confusi, ma il resto degli anni erano ancora perfetti nella sua memoria: le commissioni che il padrone lo mandava a fare culminavano sempre e comunque in un amplesso. Era stato preso da molti uomini, di tutti i tipi: l’ubriacone grasso ma dolce, il venditore svelto e brusco, il giovane studioso non ancora avvezzo ai piaceri della vita, i vecchi con le loro difficoltà… E ricordava le serate in cui il padrone lo faceva suo, entrando in lui col suo membro, a volte da solo, alle volte accompagnato da alcuni amici, che soddisfava uno dopo l’altro. Ricordava poi di essere stato venduto ad un signore nobile, che si era invaghito di lui avendolo visto per strada, o almeno così gli era stato riferito dal suo emissario, e futuro educatore. Il signore non si accontentava di nulla di meno della perfezione, e quindi era stato ...
... educato nelle arti del piacere per mesi: sapeva soddisfare un uomo, ora, come nessun’altro eunuco in Persia. La bocca e il culo sapevano portare il membro di un uomo al limite del godimento più e più volte. Aveva imparato ad essere preso, ed a condurre il gioco dell’amore, e a lasciarsi condurre, se il padrone avesse così voluto. Quando, alla fine della preparazione, gli era stato reso noto che Dario, il Re dei Re, era il padrone, l’ansia si era presa possesso del suo cuore. Fu in questo stato che apri la porta alla camera del sovrano: illuminata da poche candele, conteneva un grosso letto, i cui drappeggi confondevano la figura dell’uomo sdraiato su di esso, il membro enorme teso, in attesa del giovane ragazzino che avrebbe posseduto. Si tolse le vesti eleganti come gli era stato insegnato, nascondendole alla vista del sovrano, e aspetto che gli facesse cenno di muoversi. Ricevutolo si avvicinò al letto, scostando la tenda, e vide il Re. Era un uomo possente, muscoloso, a malapena segnato dalle battaglie combattute, il corpo muscoloso e turgido grazie al costante esercizio fisico. La pelle dal colore olivastro si confondeva con la folta barba, mentre il membro turgido svettava alto sopra una foresta di peli. Il sovrano allungò verso di lui le mani, e cingendogli il busto lo alzò come se fosse una piuma, la pelle chiara in netto contrasto con la sua. Il ragazzo capì che il sovrano voleva dominarlo, e che avrebbe dettato lui i ritmi: dapprima lo porto di fronte a ...