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L'eunuco ed il sovrano
Data: 16/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Asseffect
... al suo culo mostrò la semplice verità: era rimasto aperto, e quasi la sua mano entrava nel suo culo. Ma la serata non era finita lì: il sovrano lo riprese e lo riportò sopra di sé: ora sentiva chiaramente il cazzo possente del Re dentro di sé, o la cappella, quantomeno. Ma tutto ciò stava per cambiare: il sovrano abbassò il ragazzo, impalandolo su di sé. Il giovane non riuscì a trattenere un’espressione di dolore, ma ciò non fermò il sovrano, che iniziò ad usare il giovine per, effettivamente, masturbarsi. La velocità ed il piacere lasciarono il ragazzo senza parole: la turgida cappella passava dentro di lui senza problemi, seguita dal resto dell’asta, che rapidamente entrava ed usciva da lui. Ma ad un certo punto qualcosa cambiò: il ritmo si fece più irregolare, il membro dentro di lui vibrava, un’espressione di goduria si era dipinta sul volto del sovrano, distinguibile a malapena nella scarsa luce. Fu in quel momento che tutto avvenne: il sovrano alzò il giovane da sé, e lo sdraiò di schiena, tenendone le natiche leggermente rialzate, e si butto sopra e dentro di lui. Come un orso famelico si butta sulla preda, così sembravano i due: un orso ed una cerbiatta sotto di lui, ma l’orso non voleva mangiare, anzi, stava per essere mangiato: il membro possente del sovrano sparì all’interno del ragazzo, che ...
... ora aveva chiara vista su di sé: quella bestia nera, stagliata sopra e soprattutto dentro di sé ora era tangibile: le natiche oscenamente aperte che cercavano di accomodarla, e il sovrano ricominciò a sbatterlo. In quest’ultimo amplesso il tutto durò molto poco: infatti il Re dei Re aveva raggiunto il massimo punto del suo godimento. Rientrando nel ragazzino un’ultima volta si scaricò dentro di lui: l’eunuco si senti colpito da un fiume caldo di seme. Una cascata di sborra colava dal pene del sovrano direttamente dentro di lui. Ancora col pene nel ragazzino il Re dei Re si coricò col ragazzo, uno davanti a lui, e restò al suo interno. Il ragazzino era ora in grado di comprendere le dimensioni normali di quel pene, che ancora alloggiato in lui, avvolto in un mare di sperma stava riducendosi alle dimensioni normali: era ancora enorme, e il russare del Dio, che l’aveva fatto suo, lo faceva muovere ancora leggermente. Si addormentò così, cullato dal possente respiro del sovrano, al ritmo del quale il pene, ormai flaccido ma non per questo di molto più piccolo, lo stava ancora scopando. Era oramai conscio del fatto di non essere più un ragazzino qualunque: lui, ora, era l’amore del Re dei Re, Dio della Persia, Sovrano del mondo, e conscio di questo fatto, per la prima volta in vita sua dormì un sonno felice. .