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Federica 30
Data: 18/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Italy456987
Non so quanto tempo rimanemmo così, col cazzone che perdeva lentamente la sua durezza in bocca e l’ansimare di Rocco tra le mie natiche che mi dava una specie di solletico che mi faceva impazzire. Un quarto d’ora dopo tornavo a casa camminando nel boschetto ovviamente senza mutandine, sentendo il fresco che lambiva il mio buchetto martoriato ma dolcemente lenito dalla cremina che Rocco mi aveva applicato. Era quasi mezzogiorno ma mi sembravano passate 20 ore dal viaggio di andata quando avevo praticamente costretto il pescatore a seviziarmi; tra l’altro avevo anche il suo numero di telefono, ebbi il coraggio di pensare, come se non mi fossero bastati i cazzi quella mattina!! Arrivai a casa e lo zio Mario non c’era mentre la zia era seduta su una sedia con un’espressione stranissima e il viso paonazzo. “ciao Fede, com’è andata?” Mi disse con una voce rauca e profonda che mi turbò… “io benissimo…..ma te come stai è successo qualcosa?” “no no…niente sono i soliti giochini di tuo zio…..” Si alzò dalla sedia e ruotò mostrandomi il sederone avvolto dai pantaloni morbidi della tuta dai quali spuntavano due bozzi uno all’altezza del culo e uno della fica. “devo tenerli dentro finchè non torna….” Disse con un tono che sembrava disperato ma poteva darla a bere a tutti tranne che a me…… “ahahah che bella zietta….sono i cetrioli vero?” “si……..” “da quanto stai così?” “due ore…” Disse quasi in un sospiro Poi si sedette di nuovo lasciandosi ...
... sfuggire un gemito…… Non le era neanche passato per la testa di toglierli un po’ fintanto che era da sola….era proprio una schiava perfetta sembrava me…….. E come me, adesso che aveva un pubblico, godeva ancora di più ad eseguire la penitenza. Io non avevo tendenze dominanti ma sapevo che le sarebbe piaciuto da morire quindi le dissi: “brava la mia zietta zoccola….adesso tira fuori le tettone che mentre te le maltratto un po’ ti racconto la mia mattinata….” Non rispose neanche: si affrettò a tirare fuori quei due globi meravigliosi offrendomeli in attesa anelante stringendoli tra i gomiti in modo che comprimendoli sporgessero ancora di più. Devo ammettere che dopo la cappella, che era la parte del corpo che adoravo, quelle tettone erano il mio spettacolo preferito. Iniziai a stringerle, palparle morderle e poi a stringere solo i capezzoloni, tirandoli forte verso di me facendo allungare quelle mammelle fino allo spasimo. Lei non diceva niente ma il suo respiro si faceva ansimante le gote viola e le cosce strette tra loro, mentre il bacino ondeggiava per sentire il contatto con i due intrusi che la riempivano. Prima che iniziassi a raccontare, era già venuta cercando di non farsi notare ma era troppo evidente anche perché, come succedeva a me, era percorsa da fremiti visibilissimi e scatti di bacino. Brava brava godi, ti piace fare la zoccola come a me, smetti di negarlo tanto io ti vedo dentro…anzi facciamo un patto. “…dimmi….” Riuscì a dire ...