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La vita di Rhino
Data: 18/04/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet
... Martino sarebbe diventato un pugile. Un vero pugile professionista. Quindi allenamento. Vero cibo. Proteine. Tante proteine. Integratori alimentari. Non gli voleva male... il “prete” a Martino. Lo voleva sul ring come sparring partner, lo addestrava, gli insegnava i rudimenti del combattimento. Solo che... lui grande e grosso e esperto, nel corso degli allenamenti gli ruppe due volte il naso e più volte le arcate sopraccigliari, ferite che poi riparava lui stesso cucendole sommariamente con dei punti chirurgici. Gli cambiò anche il nome, quello di Martino non era adatto per un vero campione. Divenne... Rhino! Il “prete” già immaginava il boato della folla quando Rhino sarebbe entrato nell'arena! ...Rhinooooo... Rhinooooo... Solo che... a Martino o Rhino che dir si voglia, mancava ancora qualcosa, quel quid che fa il campione, insomma qualcosa di indefinito... ma qualcosa mancava. Era veloce, potente, ma... Oh si...! Gli mancava la cattiveria...! L'istinto di distruggere! Comunque cresceva, di peso e di statura, il continuo allenamento gli formava muscoli d'acciaio. E la cattiveria? Gliela insegnava il “prete”! Ma almeno non lo insidiava come i preti o frati del primo istituto, veri e propri pedofili sempre con le mani nei suoi calzoncini di bambino. No...! Il “prete” non lo aveva mai toccato se non per massaggiarlo dopo le lunghe pratiche sportive. Lo portava agli incontri di boxe, lo curava fisicamente. Ma era comunque crudele, voleva che Rhino imparasse a sopportare il ...
... dolore, a essere “cattivo”. Lo costringeva all'angolo e qui lo colpiva ripetutamente fino a farlo cadere a terra senza sensi. Diceva che era per il suo bene. Doveva imparare. “Non devi dar tregua al tuo avversario”, gli diceva! “Devi colpirlo e colpirlo fino a quando non crolla distrutto!” E così faceva con lui. Lo colpiva fino a farlo crollare, incurante del suo dolore, del sangue copioso che scorreva e gli ricopriva il volto. Rhino sapeva appena leggere e scrivere. Figurava si... che frequentasse la scuola dell'obbligo ma in realtà era in palestra tutto il tempo, ogni giorno... dalla mattina alla sera, a tempo pieno. Verso il suo diciassettesimo anno il “prete” lo iscrisse a un torneo provinciale di dilettanti. Era già diventato fisicamente un peso massimo. Un metro e novanta e cento chili scarsi di peso. Pur giovanissimo, un ragazzo, aveva tutti segni fisici del boxeur, il naso schiacciato, le numerose cicatrici. La muscolatura imponente. Il suo primo incontro non gli andò bene, ebbe la sfortuna di dover incontrare un suo pari peso molto più esperto e perse ai punti. Il “prete” non ne fu contento. “Non sei abbastanza cattivo...” gli disse. E continuò a insegnargliela, la cattiveria. Poi... vinse i successivi incontri, qualche torneo giovanile. E arrivò il giorno che compì diciotto anni. Era il momento di lasciare l'istituto. Il “prete” trovò la sistemazione adatta. Lo affidò a un suo amico, anche lui fanatico di boxe. Questi, proprietario di una palestra, gli faceva anche da ...