1. L'Oblò


    Data: 20/04/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: fabrizio

    ... serve farsi spiare dentro le mutande da sti schifosi e le risposi che noi ci limitavamo a dare a questa spazzatura umana ciò che chiedeva, senza neppure sporcarci, separati come eravamo dagli oblò del set, poi la discussione si avviò secondo i soliti binari che, da lì a poco, ci avrebbe portato ad andare a letto biscicando di malavoglia una buonanotte reciproca. Il giorno successivo, sabato, avevamo una matinee alle 11 con un plot senza difficoltà, che potevamo eseguire senza neanche prestarci molta attenzione: baci profondi, lei lo prende in bocca, io la lecco, un po’ di 69, poi lei sguscia da sotto, mi cavalca mentre io le massaggio i seni, mi prende dentro e veniamo assieme. 45 minuti facili facili, scivolati via in un istante. Pranzo leggero, giro per vetrine in centro, fingendo allegria e sintonia pur di non tornare ai discorsi della sera precedente che comunque continuavano ad aleggiare fra noi. La sera fu una tragedia: il plot era a trio, che è sempre emotivamente impegnativo, sia che il terzo sia una lei o un lui; la lei, Martina, alle prima armi e per la prima volta si sarebbe cimentata con questa sceneggiatura che prevedeva una prima parte lesbo fra le due ragazze, poi l’offerta, da parte di Claudia, della compagna alla mia penetrazione anale. Fin dall’inizio Martina era tesa, contratta, e nonostante il prodigarsi delle mani e della bocca di Claudia, ancora nervosa per la discussione della sera precedente, la ragazza non riusciva a rilassarsi. Quando entrai in ...
    ... scena, il suo sfintere era così stretto che non ci sarebbe passato uno spillo; ci appoggiai il sesso, ma anzichè dilatarsi e farmi scivolare dentro si irrigidì ancora più; vidi negli occhi di Claudia la preoccupazione, il plot era sacro e non rispettarlo sarebbe significato deludere gli spettatori e perdere una parte consistente delle mance, per non dire la messa in discussione del contratto; così afferrai Martina per i fianchi e la forzai con violenza; nonostante il grido di dolore, di vero dolore che emise, io prosegui senza esitazione a montarla, cercando di salvare il salvabile mentre avevo la piena consapevolezza che, anche se consenziente, la stessi in qualche modo violentando; ormai la parte di scenografia che prevedeva che Martina leccasse il sesso di Claudia era irrealizzabile, così Claudia stessa, improvvisando, prese a baciarla profondamente per portare in qualche modo a termine lo spettacolo ma soprattutto per soffocarne i lamenti e le lacrime. Alla fine, col sesso dolorante e la testa nel pallone, le venni faticosamente dentro, sentii Claudia fingere il solito orgasmo, le cifre dell’orologio scattarono sul doppio zero e la pantomima finì. Mi alzai e me ne andai, lasciando Claudia a consolare Martina in lacrime. Ero a letto, fingendo di dormire, quando Claudia arrivò a casa. Senza neppure accendere la luce, disse solo: e con oggi, basta. Mentre la sentivo russacchiare, io non riuscivo a prendere sonno, fissando nel buio il soffitto. Avevo sempre pensato che gli oblò ...