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Cara amica, posso farmi inculare da tuo marito?
Data: 20/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: caos_calmo88
Una mia amica, o meglio una mia conoscente con la quale ero entrato in confidenza, mi aveva confessato che suo marito era superdotato. Sempre a suo dire, oltre ad un poderoso uccellone, aveva un vorace appetito sessuale, che la mogliettina non riusciva sempre a soddisfare. Queste confidenze erotiche avevano stuzzicato la mia fantasia, ero curioso di vedere e di conoscere personalmente quest’uomo, che già avevo cominciato ad immaginare e idealizzare nella mia testolina… mi aspettavo un tipo molto maschio, bello, virile, rude al punto giusto. La moglie era giovane, pure una bella ragazza, davo per scontato che il marito fosse perlomeno carino. Mi sbagliavo, spesso le fantasie si infrangono di fronte alla nuda realtà. Il marito, che chiamerò Samuele, era un uomo davvero poco attraente. Era molto più grande di lei (e di me) aveva 41 anni, alto, robusto e con la pancia. Poco curato nell’aspetto, vestiva in modo quasi sciatto nel tempo libero ed era calvo. Aveva maniere molto sbrigative con una punta d’arroganza, parlava poco e appariva indifferente a tutto. I suoi modi bruschi lo facevano apparire ancora meno attraente. Eppure, quell’uomo villoso e così poco affascinante, mi intrigava da morire. La prima volta che lo vidi indossava una tuta da ginnastica che lasciava poco spazio all’immaginazione, aveva un pacco strabordante, quando mi strinse la mano, come in una morsa, sentì un brivido di eccitamento. Mi scrutò a lungo com’era sua abitudine fare, mi disse la ...
... moglie, forse per capire che persona fossi… da qui ne dedussi che Samuele in fondo era un uomo timido, per questo poco loquace, ma un grande osservatore… con la coda dell’occhio mi accorsi che lanciava lunghe occhiate al mio culo, al mio viso, alla mia bocca… teneva d’occhio ogni mio movimento, ogni gesto. Guardava le mie mani. “Sei un proprio un bel ragazzo”, mi disse infine Samuele. Guardai la mia amica, perché trovai quel complimento fuori luogo, ma lei non aveva sentito. O faceva finta di non aver sentito? Chissà. Sentivo crescere in me la voglia di vederlo nudo, di sfoderare quel cazzone di cui la moglie ne decantava le lodi. Strano come quell’uomo apparentemente sgradevole, suscitasse in me fantasie selvagge. E forse, pensavo, anche io stuzzicavo il suo appetito. Un bel giorno la mia amica mi chiese un favore. Il marito aveva bisogno di una mano per montare una libreria, non potendo in quel momento contare su nessun’altro, si rivolse a me. Ne fui entusiasta, specialmente perché la moglie non sarebbe stata dei nostri, sarei rimasto solo con Samuele per un paio d’ore. Non c’era grande confidenza tra noi due, perciò mi parve insolito all’inizio. Arrivai a casa loro all’orario stabilito. Venne ad aprirmi Samuele, indossava un paio di jeans lisi e strappati, dai quali riuscivo a vedere le sue cosce pelose, e quando si muoveva o si piegava, vedevo i suoi slip ripieni. Lo trovai già a lavoro, infatti era sudato e aveva un aroma e un aspetto non esattamente ...