1. Ragazzo di borgata (parte ii)


    Data: 21/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed

    ... l’inguine di Francesco e un odore di sudore misto a piscio mi invase le narici.
    
    “Lo senti l’odore del maschio?” mi chiese Francesco mentre mi spingeva il viso sempre più forte. Mi accorsi ben presto che il cazzo di Ciccio da molle divenne barzotto, fino a quando a forza di strusciarmi sulla faccia non divenne duro. Quando Francesco mi fece riprendere fiato il cazzo di Ciccio svettava nei sui scarsi quindici centimetri.
    
    “A Ci ma che cazzo fai? Te piace il frocetto?”
    
    “Ma che cazzo dici? A forza de struscià è diventato duro” rispose Ciccio sulla difensiva.
    
    “Chissà se te fa pure sborrà il frocio. Apri la bocca” io eseguii e spingendomi di nuovo verso l’inguine di Ciccio presi il cazzo in bocca. Come l’odore il sapore ero orribile, niente a che fare con il cazzo di Stefano, ma la mano di Francesco che spingeva avanti e indietro mi impediva di sputare fuori quello schifo. Dopo pochi minuti Ciccio cominciò ad ansimare, sempre più forte, fino a quando con un rantolo non mi riempì la bocca di sborra densa. Come lui si staccò sputai tutto in terra e Francesco cominciò a prendere per il culo Ciccio. “Non solo te sei fatto spompinà da na checca, ma sei durato pure due secondi”.
    
    “Ma vaffanculo Francè. Te e sto frocio de merda” Ciccio si rialzò i pantaloni e andò via.
    
    “Eddai su sto a giocà! Torna qua!” gli gridò dietro Francesco. Io mi alzai e feci per prendere i miei vestiti quando Francesco mi blocco di nuovo per un braccio. “Do vai? Mica ho finito co te. Il cazzo ...
    ... mio non lo vuoi?” dicendo così mi spinse faccia al muro e iniziò a strusciare il pacco sul mio culo.
    
    “Cazzo Andrè sembri davvero na femmina vista da così” era la prima volta che mi chiamava per nome “me lo stai a fa venì duro pure a me” si staccò da me e si tolse la maglietta. Petto e braccia erano un fascio di muscoli perfetti, con un accenno di pelo in mezzo al petto e alcuni tatuaggi che lo rendevano ancora più sexy. Aprì il cofano della macchina e si sedette sul bordo, cominciando ad accarezzarsi il petto e gli addominali.
    
    “Vuoi toccà?” mi chiese fissandomi dritto negli occhi. Io mi avvicinai e inizia a toccare quel corpo perfetto mentre lui fece scivolare le mani sulle mie chiappe e iniziò a inflare un dito nel culo. Sentivo ancora un bruciore fastidioso ogni volta che provava ad entrare. Le mie mani scesero in fretta verso la patta dei pantaloncini, dove il pacco era gonfio e duro.
    
    “Tiramelo fori” mi sussurrò francesco. Io mi inginocchiai e con il suo aiuto tirai giù pantaloncini e mutante, lasciando uscire un cazzo grosso e lungo, con due belle palle sode e l’inguine con un pelo più curato di quello di Ciccio. Francesco mi mise una mano sulla testa e io non persi tempo, aprendo la bocca e facendo scivolare piano sulla lingua quel ben di Dio. Anche se con un retrogusto di piscio almeno il cazzo di Francesco non puzzava come quello di Ciccio, e mi guidava con movimenti lenti, come se volesse godersi in pieno la mia bocca. Andammo avanti così per un bel pò, e ...
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