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Ragazzo di borgata (parte ii)
Data: 21/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed
Avevo ripensato spesso a quella notte passata con Stefano, era diventato il ricordo più frequente durante le mie seghe. Ma come avevamo stabilito non parlammo mai più dell’accaduto, e le nostre vite tornarono quelle di sempre. Le ultime settimane di scuola furono all’insegna del cazzeggio più totale per me e Stefano (eravamo riusciti ad avere la sufficienza in tutte le materie) mentre Matteo combatteva ancora tra interrogazioni e compiti riparatori per evitare la bocciatura. Col permesso di mia zia saltai alcuni giorni di scuola e insieme a Stefano andammo a farci le prime giornate di mare. Stando in mezzo alla settimana le spiagge erano poco affollate, fatta eccezione per anziani e qualche mamma con i propri figli. Con il suo bermuda corto Stefano era uno spettacolo, sdraiato sul suo telo da mare imperlato di sudore, e molto spesso mi mettevo a pancia in giù per evitare che mi venisse un’erezione. Il costume a slip che indossavo poi non aiutava a coprire, ma metteva in evidenza il culo sodo. Fu proprio questo particolare che mi perseguitò per tutta una giornata. Un uomo sulla cinquantina stava per inciampare su un lettino da mare proprio perchè era rimasto imbambolato mentre mi guardava il culo. Io non mi accorsi di nulla perchè di spalle, ma Stefano si era goduto tutta la scena e da quel momento cominciò a sfottermi chiamandomi pesca, in riferimento alle mie chiappe. Da quel giorno feci sempre più caso a questo particolare del mio corpo, e visto che era uno dei miei punti ...
... forti decisi di evidenziarlo ancora di più. Fu così che comprai un pantaloncino di jeans molto aderente e abbastanza corto, che con la prima abbronzatura e le gambe completamente depilate mi stava benissimo. L’occasione per sfoggiarlo fu una festa organizzata da un nostro compagno di classe a cui era invitata metà della scuola. I genitori possedevano un grande casolare mezzo abbandonato con un magazzino che fu utilizzata come discoteca. Stefano venne a prendermi con il suo motorino e insieme arrivammo alla festa dove si era radunata un bel pò di gente. Neanche a dirlo alcol e canne giravano a più non posso, e in mezzo alla folla di ragazzi si sudava da morire. Il pantaloncino di jeans e la canotta che indossavo erano madidi di sudore e il caldo era così opprimente che, oramai fuori controllo, mi tolsi la canotta rimanendo a petto nudo. Le mie amiche fecero lo stesso rimando in reggiseno scatenando un grido di gioia da parte dei ragazzi circostanti, tra cui vidi anche mio cugino con il suo migliore amico, Francesco, e un altro che non conoscevo. Francesco era, tra la cerchia di mio cugino Mirco, il meno raccomandabile di tutti. Alto quasi un metro e novanta, capelli scuri rasati sui lati, occhi verdi che facevano quasi impressione e un fisico da pugile con svariati tatuaggi. Anche se aveva solo vent’anni era famoso per lo spaccio, e l’aspetto intimidatorio faceva da cornice alla sua attività. Ovviamente non persero l’occasione per venire a rompere le palle alle mie amiche, e ...