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A novanta gradi nel parco di capodimonte
Data: 23/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PinoDell99
... ma, insomma, avete capito cosa intendevo. Mentre lo succhiavo, con le sue mani intorno alla mia testa a dettare il ritmo, ogni tanto ero costretto, per non soffocare, a tirarlo fuori dalla mia bocca ed a leccarlo sul glande come fosse un gelato. Mi venne istintivo leccare l’asta fino a lambire le palle che erano gonfie e pelose. In realtà tutti quei peli non erano molto gradevoli da leccare ma lui sembrò gradire molto. Tirò la cappella verso l’alto sostenendosi il cazzo verso la pancia e porgendomi le palle da leccare. Gli piaceva, soprattutto quando cercai di succhiare un testicolo cercando di farlo entrare nella mia bocca. Sentii che diceva: “sei nato per fare i pompini, sei bravissimo, continua così”. Continuavo a succhiarlo alternando le leccate fino a quando lo sentii dire a bassa voce: “alzati e girati verso il muro. Voglio leccarti questo culo meraviglioso”. Mi girai verso il muro e piegai il busto in avanti per sporgere il culo verso la sua bocca. Si era chinato, intanto, aspettando di poter leccare il mio culo. Mi sentii allargare le chiappe con le mani e dopo un istante avvertii la sua lingua sul mio buchetto. La sentivo calda e umida che saettava tra le mie chiappe. I suoi gemiti accompagnavano la leccata come se stesse gustando la cosa più prelibata del mondo. Il mio culo era liscio e praticamente privo di peli. Gli unici peli attorniavano il mio cazzo e forse il mio buchino. Sentivo la pressione del suo viso sul mio culo quando tentava, con la lingua, di ...
... penetrare a fondo il mio buchino. Dovette pensare che ero ben insalivato perché avvertii chiaramente la pressione di un dito all’ingresso del buco. La pressione aumentò e, superata la resistenza iniziale, il dito sprofondò nel mio culo provocandomi un leggero dolore. Iniziò a penetrarmi aumentando il ritmo e portando la mia eccitazione alle stelle. Il mio cazzo era pronto a scoppiare. Pensavo che se mi avesse toccato il cazzo non sarei riuscito più a trattenermi. La penetrazione diventò agevole al punto tale che il dito fuoriuscì dal mio culo e sentii che si sputava sulle dita. Appena dopo avvertii che tentava di lubrificare ancora di più il mio buchino penetrandolo ancora per spingere la saliva anche all’interno. Mi ritornò in mente il momento in cui Fausto mi aveva penetrato con il suo cazzone, nel bagno del cinema porno, dopo aver lubrificato il mio buco con la saliva ed aver puntato la cappella sul buco. Capii che stava preparandosi ad incularmi. La cosa, anche questa volta, mi preoccupava un po’ per la paura di soffrire durante la penetrazione ma, allo stesso tempo, mi eccitava tremendamente e mi faceva sentire languida ed arrendevole. Pensavo a me al femminile, in quella situazione. Le dita nel mio culo erano ormai diventate due o forse tre. Provavo molto piacere quando, durante la penetrazione, le dita sfioravano un punto che mi faceva provare una bellissima scossa che percorreva tutta la mia asta fino al glande. Si rialzò dietro di me e sentii il suo cazzo, come un ferro ...