1. A novanta gradi nel parco di capodimonte


    Data: 23/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PinoDell99

    ... tremavano le gambe quando, dopo un’altra serie di sguardi in tutte le direzioni, decisi di inoltrami nel sentiero. Percorsi circa una trentina di metri e, in corrispondenza di un muretto, lo vidi appoggiato che guardava nella mia direzione. Dopo ancora qualche passo vidi che si era calato i pantaloni e le mutande ed esibiva un cazzone duro e dritto che puntava come un cannone nella mia direzione. Il cuore iniziò a battere a mille e, istintivamente, passai più volte la lingua sulle labbra. Mi fece segno di raggiungerlo e, per fare questo, dovetti evitare alcune siepi. Mi affiancai a lui ed ero rapito dalla bellezza del suo cazzo. Era duro e puntava verso l’alto. Lungo almeno una ventina di centimetri. Era pieno di vene e circondato da peli e anche le sue cosce erano molto pelose. Mi venne istintivo allungare una mano ed impugnarlo. Era bollente e aveva un diametro che a stento mi consentiva di stringere le dita. Cominciai un lento su e giù mentre lui emise un leggero gemito. Si girò nella mia direzione spingendomi dolcemente sulle spalle per farmi addossare con la schiena al muro. Compiuta l’operazione, sollevò la mia maglietta tirandola fuori dalla tuta e infilò le mani nell’elastico dei pantaloni compiendo, con un movimento fluido, l’operazione di tirare giù pantaloni e mutande fino a metà coscia. Il mio cazzo svettò libero in tutta la sua eccitazione. Fu quella la prima volta che sentii la sua voce. Guardandomi pronunciò: “ quanto sei bello! E come sei liscio”. Si abbassò ...
    ... ed imboccò il mio cazzo iniziando a succhiare mentre con la mano mi accarezzava le cosce fino a sfiorare le palle. Sentivo chiaramente i suoi gemiti di apprezzamento che mi eccitavano ancora di più. Temevo di schizzare nella sua bocca da un momento all’altro. Dovette avvertire l’urgenza della mia eccitazione perché si fermò e si mise di fronte a me avvicinando il suo cazzo al mio. Mi guardava con intensità impugnando nella sua mano i due cazzi e menandoli leggermente. Avevo voglia di ricambiare il pompino riempendomi la bocca con il suo cazzone. Sembrò aver letto nel mio pensiero: fece un mezzo passo indietro e mi spinse delicatamente sulle spalle per farmi abbassare verso il suo cazzo. Lo feci e mi ritrovai con il suo cazzo ad un centimetro dalla mia bocca. Mi appoggiò la cappella sulle labbra che erano appena socchiuse. Mi colpì il leggero odore di pipì che raggiunse le mie narici ma non feci a tempo a pensarlo troppo: spinse il suo cazzone per metà nella mia bocca. Iniziò un lento avanti e indietro ed io mi aggrappai con le mani alla metà abbondante che non riuscivo ad accogliere in bocca. Lo masturbavo lentamente e con la bocca insalivavo e succhiavo il glande che si era dilatato a dismisura. Che magnifica sensazione! Ancora una volta, e nonostante la mia giovane età – avevo solo 18 anni compiuti da tre mesi – sentivo di avere la situazione sotto controllo e di avere un uomo maturo nelle mie mani. In realtà, in quel momento, avevo ben altro nelle mie mani e nella mia bocca ...
«1234...»