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A novanta gradi nel parco di capodimonte
Data: 23/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PinoDell99
L’ultima esperienza che avevo vissuto al cinema porno mi aveva fatto capire quanto mi piaceva il cazzo e, soprattutto, quanto mi piaceva fare sesso con due maschi. Un attimo prima di uscire dal bagno, dove avevo goduto come una troia, Fausto mi aveva messo in mano un biglietto con il numero di telefono di Enrico spiegandomi che se avessi voluto incontrarli di nuovo, avrei dovuto chiamare quel numero ed avremmo organizzato un incontro a casa sua. I primi giorni avvertivo ancora un po’ di dolore all’ano quando andavo in bagno ma, ogni volta che succedeva, non potevo evitare di pensare alla causa di quel dolore e non potevo evitare una potente erezione che mi costringeva a masturbarmi. Qualche volta, per calmarmi, ero stato costretto a segarmi anche nei bagni della scuola. Pensavo di continuo al cazzo di Fausto ma soprattutto al magnifico cazzo di Enrico. Ero riuscito solo a prendere in bocca il suo cazzo, mentre Fausto mi inculava, e fantasticavo su come potesse essere bello ricevere un cazzo così grosso nel mio culo quasi vergine. In fin dei conti ero stato inculato solo due volte e, in entrambi i casi, avevo goduto moltissimo. Un pomeriggio, appena dopo il pranzo, dovevo raggiungere un mio amico a casa sua per studiare insieme, in previsione di un’interrogazione. Presi un autobus e, durante il tragitto, ero distratto dai miei pensieri. L’autobus era molto affollato di passeggeri. Mi girai verso un finestrino laterale ad osservare la strada. All’inizio non mi sembrò una vera ...
... e propria palpata ma pensai che, a causa del numero di passeggeri, fosse inevitabile qualche contatto per cui non cambiai posizione e questo dovette incoraggiare chi mi stava alle spalle. Dopo qualche istante, avvertii chiaramente una mano che si poggiava sul mio culo e mi accarezzava scendendo verso il solco tra le chiappe. Io indossavo una tuta di cotone con l’elastico in vita che metteva in risalto la rotondità del mio culetto. Mi girai quasi di scatto raddrizzando la schiena per guardare a chi apparteneva quella mano. Sembrava un distinto signore di mezza età ma non ebbi nessun dubbio sul fatto che fosse stato lui a palparmi, perché sembrava imbarazzato ed impaurito da una mia possibile reazione. Reazione che non ci fu. Mi girai verso il finestrino come se nulla fosse successo. Mi piaceva l’idea che il mio culo avesse attirato la sua attenzione al punto da fargli correre il rischio di accarezzarmi in un autobus affollato e sotto gli occhi di tutti. Era un pensiero che mi faceva impazzire ed eccitare al punto tale che la tuta che indossavo non riusciva a nascondere l’erezione che avevo in quel momento. Passato qualche minuto e approfittando dei sobbalzi dell’autobus, lo sentii appoggiarsi leggermente al mio culo quasi come se volesse farmi avvertire la sua erezione. Spinsi anch’io il mio culo all’indietro, quasi a volerlo incoraggiare. Si rese subito conto della mia arrendevolezza perché sentii di nuovo la sua mano poggiarsi sul mio culo. Questa volta era più deciso. Mi ...