1. La vita vissuta in un attimo, in equilibrio sulla


    Data: 23/04/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Hardcore, Sesso di Gruppo Autore: antonio_rosita

    ... automaticamente e lei la spinse invitandomi a seguirla. All'ingresso mi voltai per un istante a guardare un passante che ci lanciava uno sguardo incuriosito e pensai “ha ha, qui dentro sono ammesse solo le donne”. Quindi entrai e richiusi la porta d'ingresso dietro di me. “Ciao Carla”, squittì una ragazza seduta alla scrivania, “dove vuoi andare?”. “Io vado a trovare Stella e poi a farmi una maschera per il viso, vorrei accompagnare lei da Samantha a fare due chiacchiere”, rispose Carla, confondendomi con tutti quei nomi femminili. “Va bene”, rispose la ragazza alla reception, “stamattina sono tutte abbastanza libere, entrate pure”. “Grazie”, sorrise Carla, “andiamo”. Senza aprire bocca entrai con lei in un'altra stanza, invasa di un incenso dall'aroma indecifrabile, che dava su un corridoio, tappezzato di porte di diversi colori. “In fondo a quel corridoio c'è una porta”, mi sussurrò Carla all'orecchio, “è la stanza di Samantha, bussa e lei ti aprirà. Ti saluto, vado a fare il mio giro”. Detto questo, scomparve dietro un'altra porta senza lasciarmi il tempo di dire una parola. Così mi ritrovai a camminare intimorita verso la stanza di quella misteriosa Samantha e a chiedermi se quel posto non fosse in realtà una sorta di bordello tutto al femminile. In ogni caso, una volta pronta, feci un respiro profondo e bussai timidamente alla porta azzurra. “Avanti”, rispose una voce di donna dall'interno della stanza. Agguantai la maniglia e aprii lentamente la porta. Dinnanzi ai miei ...
    ... occhi comparve una stanza fatta di luci viola e gialle, nella quale aleggiava un fortissimo odore di lavanda. “Salve”, dissi, quasi con una risatina isterica, “sono Lucia”. “Ciao, entra pure Lucia”, rispose lei, seduta a gambe incrociate al centro della stanza, “siediti pure di fronte a me”. Chiusi la porta cercando di essere più delicata possibile, visto l'aspetto quasi mistico dell'ambiente, e mi sedetti goffamente sulla moquette di fronte a lei. “Io sono Samantha, piacere”, disse, “come mai sei qui, Lucia”. “Ehm, beh, mi ci ha portata una persona che conosco, non so se l'abbia presente, si chiama... Carla”, raccontai con voce affannosa. “Ah, certo, Carla, lanostra affezionata massaggiatrice. Pensa, lei svolge un lavoro molto importante anche al di fuori di questo salone”, disse con orgoglio Samantha. Le luci gialle e viola disseminate qua e là sul pavimento alle sue spalle non mi permettevano di vederla in faccia, potevo solo percepire una silhouette dai voluminosi capelli ondulati. “Ma non mi hai risposto”, insistette, “perché sei qui?”. Rimasi in silenzio per qualche istante, immobilizzata dalla paura di dire qualcosa che mi facesse sembrare una stupida, non sapendo in realtà perché mi trovassi lì. “Forse ti senti frustrata? Non riesci ad esprimere la tua sessualità?”, chiese con un tono così gentile, che mai avevo sentito prima di allora. Ripensando alla mia vita, allo squallore delle mie fugaci relazioni e a come mi avesse fatto rinascere il massaggio erotico di Carla, ...
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