1. Emanuele 3.1


    Data: 27/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear

    ... tra agli ospiti porgendo loro i bicchieri e ricevendo in cambio pesanti palpate e pizzicotti da parte di ognuno.
    
    “Che fai ancora lì? Vai a sederti laggiù in attesa di nuovi ordini!” annuisce, dirigendosi verso la postazione indicatagli dov’è stata allestita la sua poltrona: si tratta di un normalissimo sgabello in legno al quale è stato fissato un dildo di dimensioni ragguardevoli.
    
    Avvicinandosi, Lele inizia a sudare freddo e a tremare: spera che i suoi spettatori non lo vedano. Non vuole essere punito. Vuole eseguire gli ordini del Padrone senza contraddirlo ma… Non riuscirà mai a farsi passare su per il culo un calibro simile… Almeno non senza un’adeguata lubrificazione dell’ano…
    
    “Che fai stronzo! Non vorrai certo sederti lì sopra senza prima bagnarti il buco del culo!” lo schernisce il coach che pare avergli letto nel pensiero.
    
    “Perché no!?” lo rimbecca il padre.
    
    La sfida è lanciata… Non c’è modo di tornare indietro!
    
    Lele si volta verso di loro. Lo sguardo fiero e sprezzante. Le gambe leggermente divaricate. I muscoli tesi. Si sputa su una mano e comincia a passarsela tra le chiappe. Ripete l’operazione varie volte, sotto lo sguardo interlocutorio degli spettatori che assistono interessati alla scena.
    
    Dopo l’ultima ripassata inizia a lavorarsi il buchetto con le dita: deve fare in modo di renderlo elastico e dilatarlo il più possibile con i pochi mezzi a sua disposizione. Una. Due… Arriva fino a quattro. Sevizia per benino la fragile rosellina, ...
    ... ruotando e stantuffando quella specie di vibratore improvvisato, mentre si dimena con il bacino.
    
    I suoi spettatori lo osservano ora in religioso silenzio.
    
    Messosi carponi, con il culo ben esposto alla vista del pubblico, inizia a spompinare il dildo mentre con una mano continua a spanarsi il culo.
    
    È il momento: si alza, si gira. Inizia a piegarsi sulle gambe. Sente la punta di gomma sfidare i petali della sua rosellina che lo lasciano passare senza opporre troppa resistenza. Al suo ingresso, anzi, riprendono a tendersi mentre sente il rumore di quattro zip abbassarsi praticamente all’unisono ed altrettante paia di pantaloni volare per la stanza. Ora quattro manganelli belli grossi, duri e scattanti si profilano attraverso la stoffa sottile degli slip.
    
    Guarda i quattro uomini massaggiarsi. Il suo cervello registra un particolare, cui al momento non presta attenzione. Stringe i denti Lele. Il dolore è quasi insopportabile. Misteriosamente si fonde con il piacere che quella penetrazione così invasiva gli sta regalando: la cappella gli scivola dentro a fatica ma continua inesorabile la sua corsa all’interno delle sue viscere.
    
    ‘Ne manca meno della metà…’ cerca di farsi forza rilassando i muscoli dell’ano, mentre sente le gambe tremare. Si ferma un attimo. Per prendere fiato e per consentire a chi lo osserva (o forse solo a suo padre) di ammirare il diligente lavoro che sta svolgendo con impegno.
    
    Afferra con le mani la seduta dello sgabello. Una smorfia indecifrabile si ...
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