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Dentro marilyn
Data: 29/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: HegelStrikesBack
... Palestra. Durante la notte sei sveglio ma fai finta di dormire e la sgami che ti controlla il telefono e dentro ridi tantissimo quando pensi alla seduta di yoga, che equivarrebbe a dire Emiliano che ti penzola sui coglioni mentre gli apri il culo e lui geme come una cagna in calore, ridi ancora di più quando apre la foto profilo di whatsapp e lo vede in tutto il suo splendore appoggiato alla sua moto. Nei giorni, settimane e mesi seguenti le cene aumentano e iniziano anche i weekend, le scopate fuori mano, all’aperto. Memorabili una più dell’altra, a te è sempre piaciuto scopare all’aperto. Ti senti furbo e invincibile nel continuare questo rapporto e non farle sospettare nulla. Anzi, glielo presenti, gli fai conoscere Marco e pure Guendalina quando torna dall’Inghilterra. Dentro di te però qualcosa sta cambiando, una rivoluzione egocentrica. Il sesso è cambiato molto, da quella volta che siete andati a vedere l’Inter a San Siro e avete fatto sesso in ogni angolo della stanza d’albergo le cose non sono state più le stesse. Gli ha chiesto di mettertelo nel culo e Dio solo sa quanto ti è costato chiederglielo. Non riuscivi neanche a dirlo, lui non capiva da tanto parlavi sottovoce. Alla fine lo hai quasi urlato e ti sei sentito perfino libero. Emi non se l’è fatto ripetere due volte, ti ha leccato il buco con la voracità con cui un naufrago assalterebbe una pizza e poi ha cominciato ad aprirlo con la cappella. Pieno di premure, premure a cui non sei abituato, non ...
... ti ha nemmeno fatto male. E se anche lo avesse fatto, era dentro di te. In tutti i sensi. Non solo analmente ma anche mentalmente. Lo pensi continuamente, ti rendi conto che è il primo pensiero della tua giornata, che ti svegli meglio, di buon umore. Che lavori meglio, che hai più voglia di fare, che le giornate sono tutte diverse, che anche il vuoto di colpo diventa bellissimo perchè lo riempie lui. Ecco, sì, hai capito che finalmente stai provando quello che comunemente viene chiamato amore. Glielo dici una sera, in un ristorante verso Modena dove nessuno vi conosce. Lo vai a prendere con un mazzo di fiori sotto casa, ti abbraccia incurante che qualcuno possa vedervi, lo porti in un posto bellissimo e a metà cena tiri fuori una scatolina, senza nessuna ricorrenza od occasione a richiederlo. È il tuo primo regalo per lui, è un orologio. Nemmeno blasonato ma bello, molto adatto al suo modo di vestire e di essere. Lui lo guarda incredulo, non capisce perchè. La tua risposta è semplice, diventi tutto rosso e dici semplicemente “Perchè ti amo”. Lui si scioglie, ti sfiora le dita sul tavolo per due persone e ti dice “Anche io ti amo, avevo paura a dirtelo.” Sapessi io, è l’unica cosa che ti viene da pensare in quel momento, preda di una pubertà a scoppio ritardato di circa trentacinque anni. Meglio tardi che mai. L’amore però non è tutto rose e fiori stai scoprendo. A casa non ci sei mai, Simona non sospetta ma è comunque gelosa delle attenzioni che non le dedichi. ...