1. Che culo andare in bici


    Data: 03/05/2020, Categorie: Etero Autore: Lucciola fra le mani

    Una lama obliqua di sole ferisce la penombra della camera vuota creando una vela luminosa sul letto disfatto. Numerose gocce ormai calcificate risaltano casualmente in diversi punti del lenzuolo nero e persino sui cuscini. Una larga chiazza umida, probabilmente di urina intride ancora il tessuto fino al materasso. Sui comodini due confezioni ormai vuote di Kleenex. É domenica, e in cucina Lorenzo e Roberta stanno facendo colazione. Lei con la tazza fra le mani lo guarda rapita. Dai loro sguardi traspare la soddisfazione per la notte appena trascorsa. - Sai, ho trovato simpatica e geniale la tua trovata di trasformarci in mamma e figlio, anche se devo dire che sono apparso a volte un po' troppo ingenuo, anzi proprio tonto direi, non ti pare? - A me importa solo che scopi come un vecchio porco. Scherzi a parte, trovo anch'io che sia stato un espediente eccitante, anzi propongo che nei nostri incontri, se avranno un seguito, ci comportassimo sempre così. Sei d'accordo? - Non chiedo di meglio, mammina! - A proposito Lo' quanti anni hai veramente. Sai che non me lo hai mai detto? - Ventuno, non ho la ragazza, vivo ancora in casa con i miei ma mi vorrei trasferire in affitto appena potrò guadagnare di più. Vuoi sapere altro. Mammina! Lei sollevò le mani in segno di resa. - E dimmi, tu quanti anni hai? - E no! Non si chiede l'età alle donne. Tienilo a mente. Finita la colazione: - Ho un'idea. Che ne diresti di fare un bel giro in bici, con picnic? In garage ho ancora quella di mio ...
    ... marito oltre la mia. - Si. Dai, che bello passo da casa a cambiarmi e ci troviamo qui davanti. La bascula del garage si solleva e appare Roberta con uno zaino che spinge a mano le due bici. La tutina rosa e nera la avvolge perfettamente mettendo in risalto le sue curve e soprattutto il suo superbo culo. Decidono che lei sarebbe andata avanti e Lorenzo dietro per consentirle di stabilire il ritmo di pedalata. Ma già dai primi chilometri, per lui pedalare tenendo gli occhi puntati su di lei o meglio, sul suo burroso deretano, gli crea un certo tormento. Infatti, stando china sul manubrio, il culo di Roberta troneggia poggiato sul quel sellino che quasi sparisce inghiottito dalle sue chiappe, ciò genera nel ragazzo un pensiero fisso. Si immagina che in qualche modo al posto del sellino possa esserci il suo cazzo che, ad ogni pedalata sprofondi in quel magico culo, fino ai coglioni. E a questo pensiero, quello comincia a gonfiarsi nonostante la fatica della pedalata. Nonostante quanto avessero stabilito, decide di sorpassarla per alleviare la tensione; ma ormai il pensiero si è mutato in una ossessione, tant'è che il cazzo ormai guida totalmente la sua attenzione; solo a pensare al bel culo di lei, invece che al panorama campagnolo che li circonda. La strada è molto tranquilla, una di quelle stradine in cui si vede ogni tanto passare un auto o un trattore; arrivati nei pressi di un fienile isolato, Lorenzo non ne può più e decide di fermarsi con un idea già molto precisa in testa. ...
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