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Che culo andare in bici
Data: 03/05/2020, Categorie: Etero Autore: Lucciola fra le mani
... - Perché ci fermiamo amore, sei stanco? - In effetti si, mammina. Stanco di fissare il tuo bel culo. Il pisello mi è diventato duro. Lei sorride senza scomporsi (era ciò che si aspettava) e allunga la mano per appurare l'effettiva consistenza di questo turbamento. -Ah! Esclamò dopo averlo palpato. - É proprio vero. Se non ci facciamo qualche cosa, qui scoppia tutto. Guardandosi attorno nota a un centinaio di metri il fienile. - Il mio bimbo si è fermato proprio nel posto giusto. Vieni con la mamma, dammi la mano. All'interno un piacevole profumo secco di paglia. E mentre Lorenzo sempre più eccitato si tira giù a fatica i pantaloni, Roberta gli si accovaccia davanti impugnandogli il cazzo con una mano mentre con l'altra gli palpa i coglioni, sodi e gonfi. - No mammina, ti prego non voglio venirti in faccia. Girati per favore. Inizia a sfilarle la tutina, lasciandola cadere arrotolata in fondo alle gambe. Roberta allora si appoggia ad un ballino voltandogli le spalle e allargando le gambe. - Ho capito che cosa vuole questo monellaccio. Lentamente abbassa lo slip accompagnandolo con i pollici lungo le gambe fino ai talloni dove indugia così piegata a "novanta" per diversi secondi. - Brava mammina, proprio così! - Fatti sotto. Vedi come mi sono bagnata? Vuoi leccarmi la fica e il buchino del sedere ? Ma Lorenzo dimentico ormai della fica ha un solo pensiero in testa: farle il culo. - Mamma voglio entrare col mio pisello dentro l'altro buchino, è così bello da vedere... - Ma sei ...
... matto? Non si pensano neppure certe cose. - No.No.No ti prego solo un poco. Poi farò il bravo, lo giuro! - Vabbè tesoro di mamma solo per questa volta però. Ora t'insegno come si fa... - Lasciami provare, semmai mi correggi. D'accordo? Le è dietro, impugna il cazzo mirando l'attraente pertugio; uno sputo di saliva lubrificante poi lentamente si accoccola forzandolo, mentre lei si tiene le chiappe ben divaricate e spingendo a forza con le viscere per favorire più che può l'entrata di quella meraviglia. Un sottile rivolo caldo di urina le scivola lungo le cosce fin giù nelle scarpette, ma non se ne cura. Centimetro dopo centimetro lo sente sparire in quel buco nero fino a toccare con i coglioni i peli del culo. - Ecco mammona, va bene cosi, ti piace? - Da morire! Tesoro della tua mamma; continua così fino alla fine, voglio che mi riempi tutta con il tuo latte. Hai capito? Ora Lorenzo letteralmente entra ed esce dal suo sfintere oscenamente aperto sbattendo rumorosamente lo scroto contro le chiappe in un ritmato refrain. All'esterno gli uccellini cinguettano e in lontananza si ode il motore di un trattore, ma lì dentro si sta consumando un rito priapico, triviale. Il culo le è diventato rovente come il cratere di un vulcano; aspetta solo che una pioggia rinfrescante lenisca quel bruciore. Ma lui non concede tregue, sta beandosi di questo momento, dell'opulenza di quella carne che vibra sotto i suoi colpi. Roberta ad ogni affondo manda gridolini sempre più acuti e modulati come ...