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L'Elementalista ( 5 di 8 )
Data: 08/05/2020, Categorie: pulp, Autore: Hermann Morr
V La Cittadella è una fortezza del tardo rinascimento, a pianta pentagonale, trasformata in un parco. Il camminamento delle mura è diventato pista da jogging e ciclismo, i cinque bastioni sono spiazzi alberati con le panchine, mentre all'interno c'è un anello asfaltato attorno a un campo da calcio e un baracchino delle bibite. Questo nel mondo materiale. Nel mondo archetipo invece la Cittadella è un minuscolo borgo fortificato, come quelli che si vedono spesso nelle montagne, costruito sulla cima di un colle largo e basso, circondato da prati ingialliti e qualche albero. Dalla parte rivolta verso il centro città, sulla prima pendice, si incontrava un pub. Seduto a uno dei tavoli fuori dal pub Milo Gladi guardava il prato nella luce del tramonto e la linea delle case oltre la strada, la folla che si stava radunando attorno al palco appena sotto, nell'aria le note di prova degli strumenti. Aveva un bicchiere di Borderlemon e si sforzava di fumare una sigaretta. Non aveva l'abitudine, ma tabacco, alcool, stimolanti e droghe in generale sono tutte in affinità con l'elemento Fuoco. Per estensione anche gli eventi in cui circola una quantità di queste sostanze hanno una affinità con l'elemento tale da poter attirare la Salamandra. Un concerto per esempio. Così quando era stato annunciato che l'archetipo degli Iron Maiden si sarebbe esibito in città Milo era accorso sperando di poterla incontrare. Certo, la corrispondenza non era al massimo, gli Irons sono roba superata, le ...
... probabilità sarebbero state estremamente più alte in un Rave, ma non ne aveva trovati in zona. Per la verità non aveva nemmeno provato a cercarli, questo dimostrava quanto gli fosse difficile entrare in risonanza con quell'elemento. E la sigaretta non sapeva di niente. Temeva di conoscere il motivo: non aveva mai fumato e non c'era il gusto del tabacco nella sua memoria. Quell'universo aveva costruito attorno a lui un ambiente fatto con i suoi sogni, preso dai suoi ricordi. Come una cisti. Soffiò fuori il fumo, almeno il border sapeva di qualcosa. Non voleva essere incistato, voleva essere espulso, tornare alla famiglia per rimediare al suo tradimento. E anche poter ancora provare cose nuove che non fossero già nei suoi ricordi. Pigiò la sigaretta sul tavolo impagliato già pieno di bruciature, ci buttò sopra il resto del pacchetto, si alzò e andò a raggiungere la folla di sotto. Le luci del palco si erano accese. In maniera appropriata avevano aperto con Strange world, il loro pezzo più prog dal primo album, poi di seguito Caught somewhere in time e Stranger in a strange land. Il pubblico davanti al palco era fitto, ma tranquillo, metallari se ne vedevano pochi, più che altro erano curiosi generici e famiglie che si godevano la serata estiva all'aperto. Molti rimanevano in piedi immobili ascoltando con un sorriso statico, si notava più che mai la mancanza di profondità delle ombre che popolavano quel mondo rispetto agli esseri umani veri. In quelle condizioni la presenza di uno dei ...