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L'Elementalista ( 5 di 8 )
Data: 08/05/2020, Categorie: pulp, Autore: Hermann Morr
... veri abitanti, o di un umano, brilla come una lampada nel crepuscolo, si sente anche a distanza. Così non gli fu difficile accorgersi a un certo punto che qualcosa a sinistra del palco stava riempiendo il vuoto di pochi istanti prima, e sicuramente anche lui era stato a sua volta notato. Avrebbe avuto voglia di un'altra bibita, ma non c'era più tempo, si diresse verso la nuova presenza. Like a wolf in sheep's clothing You try to hide your deepest sins Of all the things that you've done wrong And I know where you belong Le persone raggruppate da quella parte erano diverse dal resto del pubblico, più colorate, c'erano diverse categorie facilmente distinguibili. Quelli pallidi coi capelli rossi e gli occhi spiritati dietro gli occhiali, quelli con gli occhi da topo e la mascella cascante, quelli alti e secchi col barbone incolto e la maglietta di una taglia più grande che li fa sembrare ancora più magri. Le ragazze piercing e gonna etnica, i cani al guinzaglio. Zecche, l'intero circo zecca era venuto al concerto e lei naturalmente era il centro. Scherzava con due suoi amici, era bassa, testa grossa in proporzione al corpo minuto, naso all’insù, capelli corti in tinta arancione, sigaretta arrotolata tra le dita contenente non si sa cosa. Indossava un completo di pelle rosso brillante con canotta nera sotto e anfibi. In verità era infastidito dal fatto che questa, a differenza delle altre, lo ignorasse completamente nonostante la sua presenza e perdesse invece tempo a ...
... salutare tutte le ombre che le passavano vicino. Ma se cercava di avvicinarsi lei si spostava in un altro capannello, se cercava di passare più avanti per aspettarla lei tornava indietro, sempre tenendosi dietro un muro di suoi amici. Amici che le si facevano più stretti attorno e cominciavano a guardarlo. Il primo a fermarlo fu uno sharp con orecchino, maglietta Askatasuna, scarpe da tennis prossime alla decomposizione, ma con lacci rossi nuovi e borsello di stoffa verde a tracolla, archetipo proprio fino in fondo. " Sei della DIGOS tu ? " " No. Sono qui per il concerto. " " Se sei DIGOS devi identificarti se ti viene chiesto, è un diritto. E se non lo sei perchè stai qui a sbirciare ? " Ci pensò un attimo e decise che non aveva voglia di rispondere. Si concentrò invece sulla parte di Aria che era in lui per levitare più in alto della testa dello sharp e passargli sopra. Dall'alto però non riusciva più a vedere dove fosse la Salamandra, dovette scendere e ormai la guerra era dichiarata. Due rappers enormi con le tute da ginnastica sformate lo presero sotto le spalle, cercò allora dentro di se la Terra e divenne troppo pesante per poter essere sollevato. Fece poi un passo avanti alzando le braccia per spostare i loro baricentri sopra al suo e spinse, mandandoli per terra. Una bottiglia gli passò sopra la testa, qualcuno da dietro gli ruppe un bastone addosso per poi scappare di corsa. Finchè teneva la posizione della Terra non poteva essere ferito, ma anche lui doveva tenere il ...