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Il ragazzo più fortunato del mondo (sesta parte)
Data: 17/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant
Riassunto delle puntate precedenti: David; 19 anni, capelli biondo platino, occhioni da cerbiatto e con un culetto “che poche ragazze al mondo possono vantare”, viene vigliaccamente aggredito ad una festa in maschera da tre belve assetate di sangue, autentici eroi dei tempi moderni, con un piccolo uccello e ancor meno cervello. Riuscirà Federico; il suo stallone muscoloso e superdotato, giunto al momento clou, a salvarlo da un orribile quanto incerto destino? -AHAHAHAHAHHAHA!!- I tre sghignazzarono della minaccia della Federico in un osceno concerto di crudeltà, ma fu un’esibizione destinata ad avere vita breve. Infatti, il mio guerriero semi nudo, con un’espressione feroce dipinta sul viso, afferrò il bestione per il bavero e con un deciso strattone lo spinse via, facendolo cadere a terra. -AHAH…Ah…- E i tre smisero decisamente di ridere. Al che Federico li superò, attraversando la porta nel silenzio più assoluto. Io ero ancora lì, rannicchiato nel mio angolino, quando Federico mi prese per adagiarmi dolcemente sulla lavatrice. Tremavo ancora come una foglia e questo rese il suo volto un guazzabuglio di emozioni; rabbia, disprezzo, amarezza, frustrazione per un ritardo di cui non riuscì a perdonarsi. Per placarmi asciugò la lacrima che mi aveva rigato il viso, ma nulla poté contro il veleno che stava annegando il suo cuore. -Ti hanno fatto male?- Mi chiese infine. -No…sniff…- Ma una gocciolina di sangue, comparsa al limitare delle labbra, smentì la mia bugia. ...
... -Tranquillo, adesso ci penso io. Tu stai fermo qui.- Mi fece l’occhiolino ed io annuii; sembrava veramente sicuro di sé. Era assurdo; quelli erano in tre, per giunta armati, eppure in quel momento una voce dentro di me disse che non avrei dovuto più temere. Affidandomi a lui, sentivo che nessuno al mondo avrebbe mai più potuto farmi del male ed un barlume di speranza si riaccese nei miei occhioni impauriti. Federico mi diede quindi le spalle e si posizionò sulla porta per difendere l’unico ingresso del bagno, così che nonostante l’inferiorità numerica, non avrebbero potuto circondarlo per attaccarlo tutti insieme. Ed ecco materializzarsi, avanti a me, il "bagno delle Termopili"; avevo davvero scelto il costume perfetto! Ma subito sorrisi di questo mio pensiero un po'sciocco. Giunto allo stipite, Federico sfilò dalle sue spalle l’ingombrante mantello, lanciandolo via, e si mostrò davanti al nemico fiero del suo sconvolgente aspetto. Un solco profondo scorreva come un fiume lungo tutta la sua schiena e divideva quella statua di bronzo in due sezioni egualmente perfette, che rivaleggiavano in bellezza con quanto il davanti avesse da offrire, tra fianchi scolpiti, addominali da sogno e i pettorali di un Dio. Ma sbaglio forse a definire quel solco “un fiume”, era piuttosto un torrente, perché circondato da argini duri e striati come versanti di pietra. Temevo per la mia vita, eppure, non potei che sognare di navigarlo a bordo della mia lingua. Il bacino stretto, proprio sopra il sedere ...