1. Il ragazzo più fortunato del mondo (sesta parte)


    Data: 17/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant

    ... dolcemente squadrato, andava estendendosi al salire dei dorsali, sconfinando nella schiena possente, tempestata di deltoidi e altri muscoli rigonfi di cui ignoro il nome, utopia leggendaria della nuova el Dorado. Ma nulla appariva ora più terribile e sensuale di quelle spalle immense, che splendevano in tutta la loro disarmante bellezza mentre, sulle braccia erculee, i bicipiti erano percorsi dai mille affluenti di vene azzurre, che pulsavano frenetici al chiudersi del pugno. In due parole: un’immagine che avrebbe intimidito un grizzly e fatto aprire le gambe ai tre quarti del mondo. Eppure, nonostante questo, uno dei tre, un moro barbuto dal braccio interamente tatuato, non si fece spaventare, certo dell’aiuto dei compari e si precipitò sopra di lui, colpendolo all’addome. Spaventatissimo chiusi gli occhi, ma… -TUD!!- Il pugno del malcapitato rimbalzò sugli addominali di Federico come una palla sulla corazza di un panzer. Nuovamente fu silenzio. -Ritenta, sarai più fortunato.- Lo schernì il mio difensore. In quel preciso istante lessi negli occhi di quel ragazzo il sospetto di aver fatto l’errore più grande della sua vita. Il moro tatuato tentò allora un secondo colpo, ma nuovamente il pugno gli si infranse nella ferrea cassaforte di quei cubetti superallenati e ritirò la mano dolorante. Un istante dopo Federico ricambiò la cortesia. Non so esattamente dove lo prese, vidi solo un uomo decollare e cadere a terra a metri di distanza. -Avanti il prossimo!- Concluse, sancendo ...
    ... un assoluto dominio psicologico, pronto a replicare altrettanto sul piano del fisico. Inutile dirlo, il mio uccellino esplose davanti a quella dimostrazione di disarmante superiorità e i pochi punti di pizzo delle mie mutandine non riuscivano più a contenerlo. Poi fu il turno del bestione. Era più alto di Federico di almeno quindici centimetri e, per quanto assolutamente molto meno definito, aveva dei braccioni decisamente muscolosi e grandi come prosciutti. Corse incontro al mio ragazzo con la grazia di un orco, ma Federico fu lesto ad afferrargli le mani e l’assalto si trasformò ben presto in una prova di forza. A me apparve invece una visione paradisiaca; quel tesoro che il mio ragazzo aveva scoperto levandosi il mantello, si contraeva ora in un sogno ad occhi aperti su cui avrei fantasticato per anni a venire. Ognuna di quelle montagnette si irrigidiva e gonfiava in modo così arrapante che non resistetti e mi infilai una mano nelle mutande. -Te la prendi con un cucciolo indifeso, eh? Adesso goditi la scena a parti invertite!- E l’enorme aggressore prese a sbuffare come una locomotiva; la vena sul testone pelato gli si ingrossò a dismisura, assumendo un colorito prossimo al viola. I piedi gli slittavano sul pavimento e gridò una bestemmia, ma non c’era niente da fare; i muscoli di Federico erano troppo anche per lui. Qualche secondo e quei bicipiti da poema omerico gli piegarono in sequenza polsi, braccia e infine le ginocchia. -Tutto qui? Mamma mia che pappamolla! Amore, ...
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