1. Puttana Eva..


    Data: 19/05/2020, Categorie: Etero Autore: Orsacchiotto

    Quando la conobbi proprio su questo sito non avevo idea di cosa ricercassi in lei e in quel gioco erotico che in breve tempo, tra alti e bassi derivanti da motivi personali non collegati al nostro rapporto "epistolare", ci coinvolse talmente che decidemmo che era giunto il momento di mettere in pratica quell'ardore e quella passione che reciprocamente ci trasmettavamo. Non era semplice però: altre relazioni, più o meno aperte, ci coinvolgevano, e con esse impegni e doveri che la distanza che ci separava rischiavano di far pesare ancor di più su ogni tentativo d'incontro. Tempi troppo ristretti, la possibilità di ritrovarci praticamente in strada a scopare e altre difficoltà di ogni genere si frapponevano tra noi due ogni qual volta ci dicevamo che non era più possibile continuare così, e che dovevamo per forza vederci, fosse anche solo per pochi minuti. Ma alla fine comunque i nostri desideri si avverrarono. Decidemmo di incontrarci a Bologna, più o meno a metà strada dalle città in cui rispettivamente viviamo. Io sarei arrivato in macchina (dove avremo consumato) e lei in treno. Ci saremo trovati davanti alla stazione, e caricata in macchina l'avrei portata in un parcheggio in disuso nelle vicinanze, dove almeno un paio di bocchini (una delle fantasie più ricorrenti nei nostri dialoghi per mail) e una mezza scopata sarebbero forse stati possibili, prima che dovessi riportarla in stazione per farla rientrare a Roma nel primo pomeriggio. Parti dunque quella mattina come se ...
    ... dovessi andare a lavorare, anche se in realtà mi ero preso un giorno di ferie per quell'occasione, e quindi, invece di prendere l'autostrada nella solita direzione, mi diressi verso quella opposta, con mèta il capoluogo emiliano. Dopo un'ora e mezza arrivai a Bologna e qualche minuto dopo mi ritrovai a percorrere il lungo viale che porta alla stazione della città felsinea. C'era un discreto traffico di auto che sciamavano in tutte le direzioni, anzi diciamo pure che il traffico era piuttosto sostenuto, ma quando venni fermato da un semaforo in rosso ebbi comunque la possibilità di fare quella telefonata. Digitai #31#. E poi composi il suo numero. "Pronto" rispose una voce femminile, dall'accento romano appena accennato, forse solo un po' esitante... "Eva" dissi io, e dall'altro capo lei chiese quasi incredula "Piero?". Osservai il semaforo ancora in rosso e dopo aver portanto un chewing gum alla bocca le dissi che in pochi minuti sarei arrivato da lei. "Ti aspetto Piero..." mi rispose, sottintendendo chissà quali meraviglie. Anzi, le meraviglie che mi sarebbero aspettate da lì a poco erano già abbastanza chiare nel mio cervello. La realtà avrebbe però superato qualsiasi più rosea fantasia... La intravidi proprio nel punto in cui le avevo detto di aspettarmi, vestita da signora piuttosto elegante ma con particolari, come gli stivali al ginocchio dai tacchi vertiginosi, il trucco appena eccessivo o il top di latex nero a fasciare due seni esuberanti, che ne rivelavano l'essenza ...
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