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Michela e Giulia (1^ parte)
Data: 27/05/2020, Categorie: Etero Autore: Asdrubalino
... niente e rimaniamo amici virtuali”: “Noooo” rispose subito lei...”rischierò” (e lì mise una faccina sorridente e poi una con il cuoricino....). Si dettero appuntamento per le 19 del sabato seguente, nel bar più frequentato del centro: Giorgio aveva pensato che sarebbe stato meglio che, grazie alla confusione, lei non lo vedesse subito. La sera prima non si messaggiarono: o meglio, lei intorno a mezzanotte entrò in chat, ma lui, che era rimasto in modalità segreta, non le rispose. Anche il sabato mattina, e poi ancora nel primo pomeriggio, lei apparve online, ma lui continuò ad ignorarla. Alle 19 meno un quarto era già seduto in un angolo del locale: lei arrivò con qualche minuto di ritardo. Giorgio non la vedeva da qualche anno: era leggermente più arrotondata, ma il fisico formoso ed un po' provocante era sempre molto piacevole. Aveva i capelli castano chiari molto fluenti, un paio di occhialoni neri fuori orario, visto che era già buio da tempo, degli stivali che le coprivano le gambe sino a quasi il ginocchio, ma la gonna era molto corta. L'unica cosa che Giorgio notò subito, anche se non era proprio vicino, fu un seno certamente più prominente degli anni scorsi, e le guance ben tornite sotto gli zigomi: insomma, capì che qualche ritocchino se l'era fatto (cosa che lei aveva sempre negato). Nonostante la confusione lei certamente l'aveva visto e probabilmente riconosciuto come il suo conoscente di anni prima, perché si era immediatamente voltata di spalle, evidentemente ...
... temendo che il suo appuntamento “al buio” potesse essere disturbato da un incontro imprevisto. Giorgio a quel punto si alzò: andò verso di lei ed a pochi centimetri, le disse : “insomma, Jacaranda, hai insistito tanto ed ora te ne stai ferma ed in piedi senza sapere che fare ?”. Lei si voltò di scatto: era diventata rossa come un peperone ….il volto le si indurì con una sguardo tra stupore, rabbia e vergogna. Giorgio le prese subito la mano destra, la baciò con molta galanteria, e l'accompagnò sottobraccio al tavolo. “Sei uno stronzo, ecco perché non volevi darmi la foto nè il numero di cell”, gli disse ancora infuriata, appena seduta. Poi, pian piano, si calmò, cominciarono a parlare, a ricordare i tanti dialoghi virtuali avuti nelle ore notturne, quelli divertenti, quelli malinconici, quelli infuriati... Lei si era rilassata, aveva anche riso e sembrava ora essere a suo agio e finalmente si scambiarono i numeri di cell. “Bene”, disse Giorgio,”ora andiamo a cena così mi faccio perdonare definitivamente”. Lei però rispose che quella sera era sola a casa, sua figlia, le aveva fatto sapere che avrebbe dormito a casa del suo attuale ragazzo: poteva fare due spaghetti a casa, anche perché, di sabato sera non sarebbe facile trovare posto da nessuna parte. Giorgio non se lo fece ripetere due volte e sperò che quell'invito a casa significasse anche altro. Si avviarono alle auto: lui non sapeva dove lei abitasse e quindi le disse di fare strada. Arrivarono così in una zona distante dal ...