1. Michela e Giulia (1^ parte)


    Data: 27/05/2020, Categorie: Etero Autore: Asdrubalino

    ... centro, dove sorgevano moderni palazzoni. Posteggiarono e salirono sino al nono piano. Continuarono a parlare per molto tempo ed a scambiarsi notizie su amici comuni: lei poi preparò degli spaghetti al tonno, si sedettero e mangiarono sorseggiando un ottimo vino bianco. Dopo il gelato lei andò in cucina per portare i piatti sporchi: Giorgio la seguì e nel poggiare i bicchieri nel lavello, le si posizionò dietro, sfiorandole il sedere: lei non si ritrasse, anzi sembrava che fosse indietreggiata per sentire il contatto e quindi Giorgio capì che poteva continuare. L'abbracciò da dietro, le dette un bacio sul collo e, visto che lei non reagiva male, la girò e la baciò sulla bocca. Stavolta fu lei ad infilargli la lingua in bocca ed ad aggrapparsi al suo collo. I due inguini erano a stretto contatto e si strusciavano. Giorgio le palpò il sedere con le due mani e la strinse ancora di più. Le sfilò le due bretelle del vestito e le sfiorò il seno con le labbra: a questo punto lei si scostò dicendogli “andiamo in camera da letto e staremo più comodi”. Giorgio la spinse sul lettone e continuò a baciarla, mentre le sfibbiava il reggiseno: lei gli apri' la camicia e subito dopo si alzò ...
    ... per sfilarsi il vestito. Aveva intuito bene Giorgio: quei seni non erano quelli di dieci anni fa, ma erano molto più grossi e sodi. Anche Giorgio rimase in slip e si coricarono abbracciati, rigirandosi più volte e continuando a baciarsi. Giorgio le infilò una mano negli slip e sentì che già era umida: tolse i suoi ed anche lui era già in tiro. Lei se ne accorse, lo fece sdraiare supino e glielo prese in bocca. Ci sapeva fare davvero: ad un certo punto Giorgio tirò verso il suo viso il culetto sodo di Michela ed iniziarono un 69 vigoroso. Poi la tirò a sé, la coprì con il suo corpo e la penetrò, trovando una strada già apertissima. Lei gemeva e assecondava con il sedere i movimenti sempre più veloci di Giorgio, che si era dedicato ora a quei seni siliconati, che però rispondevano bene alla sua lingua, tanto che i capezzoli erano diventati durissimi. Sarebbero venuti entrambi da lì a poco, ma improvvisamente si sentì aprire la porta di casa. “Cazzo”, urlò lei “solo mia figlia Giulia ha le chiavi”. Spinse vigorosamente Giorgio da sopra di sé, si alzò di scatto, afferrò una vestaglia dalla poltrona ai piedi del letto ed uscì dalla stanza, lasciando la porta socchiusa. (continua) 
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