1. Come svezzare la giovane moglie


    Data: 30/05/2020, Categorie: Etero Autore: Zindo

    Laura aveva una sensazione strana, difficile da spiegare. Era come se fosse partita per un viaggio programmato per visitare luoghi stupendi e per vivere esperienze speciali partecipando ad eventi importanti, e poi, senza sapere il come e perché, si fosse ritrovata in un deserto, senza nulla e nessuno intorno, senza punti di riferimento per orientarsi, per poter trovare una via d'uscita.
    
    Quando, giovanissima, appena diciannovenne, aveva sposato Marco lei aveva immaginato di formare con lui la famiglia che aveva sempre sognato: una famiglia felice!
    
    Una famiglia diversa da quella dov'era nata e cresciuta, che pure era una di quelle da portare ad esempio.
    
    Suo padre era un gran lavoratore che aveva rinunciato a molte soddisfazioni personali per svolgere anche un secondo, e a volte anche un terzo, lavoro in nero, oltre quello ufficiale, pur di guadagnare abbastanza per assicurare non solo un decoroso tenore di vita alla famiglia, ma anche la possibilità di far studiare i figli e per estinguere il mutuo contratto per l'acquisto di una gran bella casa.
    
    Sua madre non aveva svolto una attività regolare e retribuita ma principalmente aveva avuto cura della casa e dell'educazione dei figli, contribuendo comunque al bilancio familiare con alcuni lavori occasionali. I suoi genitori trovavano anche tempo per collaborare con la parrocchia, il padre animando i ragazzi dell'oratorio insegnando loro a giocare a calcio, la madre preparando torte quando si facevano feste per i ...
    ... ragazzi o per gli anziani o per i malati.
    
    Una famiglia da mulino bianco?
    
    Nemmeno per idea! Era una famiglia dove in teoria non mancava nulla tranne la gioia, una famiglia senza sorriso, dove non si parlava molto perché tutti avrebbero potuto dire solo di essere stanchi e il dirlo era faticos. Una famiglia senza spazio per i sogni perché ognuno aveva compiti precisi da svolgere ed il tempo libero era da dedicare alla parrocchia.
    
    Non era quella la famiglia ideale per Laura.
    
    Eco perché, appena conseguito un diploma, anziché dar retta al padre ed iscriversi all'università, aveva optato per il matrimonio.
    
    Sposando Marco aveva immaginato di poter aver una famiglia gioiosa, allegra. Non a caso s'era innamorata di lui che senza essere brutto certamente non era un Adone. Però era quel che si dice un “gran simpaticone”, sempre pronto alla battuta umoristica, capace di sdrammatizzare ogni problema, capace di gioire per cose da poco e di trasmettere gioia anche a chi gli stava vicino.
    
    I primi mesi di matrimonio, anzi i primi anni, erano stati decisamente splendidi. Certo a volte Marco esagerava anche nel loro privato con giochi di fantasia divertenti sì, ma fino ad un certo punto. Spesso le sue parole andavano oltre l'essere solo osé, sembravano quasi vere proposte e non solo giochi di fantasia, ed erano proposte scabrose, peccaminose, pensieri e fantasie da persone insane secondo la mentalità “sana” che Laura s'era formata crescendo nella sua famiglia e con persone di “sani” ...
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