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Come svezzare la giovane moglie
Data: 30/05/2020, Categorie: Etero Autore: Zindo
... affatto quello da Marco sperato. In uno solo attimo a Laura era crollato il mondo addosso. In primis era morto il mito del marito fantasioso. Le fu chiaro che non erano frutto di fantasie personali tutti i giochi che facevano ma idee copiate dal computer! Lei si era sentita non più come donna amata ma come lo strumento con cui il marito attuava le porcherie proposte da internet. Era come se Internet fosse “la persona”che il marito amava, lei “l'oggetto” che il marito usava. A volte le era capitata di immaginare che nel corso della vita qualche altra donna potesse mettere gli occhi addosso al marito, perché lei lo considerava al di sopra di ogni altro uomo, quindi appetibile anche per altre donne. Aveva avuto paura di questa eventualità ma comunque l'aveva messa in conto e s'era persa nei pensieri che aveva avuto nell'ipotizzare come avrebbe potuto difendersi da una eventuale rivale. Mai però aveva immaginato di avere per rivale una macchina, un maledetto computer, un oggetto ricco di troppe cose, il famoso contenitore del mondo dell'informatica che abbraccia tutti i paesi del mondo, che diffonde cultura e terrorismo, pettegolezzi e scienza, un mostro infinito, contro il quale Laura, in quel momento, si sentì impotente, insignificante, come un granello di sabbia di un immenso deserto, quel deserto nel quale aveva la sensazione di trovarsi in quel momento. Allora sfuggì a Marco che tentò di abbracciarla, convinto di aver ormai portato la moglie alla porta della ...
... totale disinibizione, immaginando già future fantastiche avventure come copia giovane, moderna, disinibita. Laura invece era come distrutta dentro di se. Se qualcosa ancora provava per il marito era più simile alla repulsione che all'attrazione. Si sentiva offesa, usata per anni come macchina per concretizzare le fantasie che il marito alimentava con internet. Cinque anni di matrimonio ritenuti anni bellissimi fino a qualche minuto prima all'improvviso le pesarono come se fossero stati cinque anni di sfruttamento, di utilizzo, di schiavitù. Reagì per istinto, mollando un sonoro ceffone sulla faccia del marito. Colto di sorpresa Marco restò sbalordito, esterrefatto. Chiese solo “Ma che cavolo fai?” afferrando il polso della moglie che stava tornando rapidamente verso di lui, per colpirlo anche sull'altra guancia, ma di rovescio. Laura imbestialita anche per essere stata afferrata energicamente per i polsi, cercò di portare la bocca sul braccio del marito e morderlo. Per impedirglielo Marco fu costretto a strattonarla. Laura allora alzò un ginocchio cercando di colpirlo sulle parti intime. Solo per i riflessi pronti, con una mossa acrobatica di bacino, Marco riuscì a schivare la pericolosa ginocchiata. Fu costretto ad usare la sua maggiore forza fisica, per contrastare l'imprevisto attacco della moglie. Non fu cosa facile per lui, superare la forza da rabbia isterica di Laura, ma comunque riuscì a prevalere, spingendo la moglie verso il letto dal quale lei era ...