1. 31 dicembre


    Data: 25/08/2017, Categorie: Scambio di Coppia Autore: grancella2018, Fonte: Annunci69

    ACCADRA’ ALL’ULTIMO DELL’ANNO
    
    Tardo pomeriggio dell’ultimo giorno del 2018.
    
    Fervono i preparativi per il cenone. Lena sta apparecchiando la tavola a regola d’arte. Tovaglioli rossi piegati a stella sopra una tovaglia tutta bianca con fiorellini azzurri sparsi qua e là. Tre bicchieri per ciascuno, tutte le posate che occorrono. I piatti li porteremo a tavola già pronti dalla cucina. Max (Massimo), il marito di Lena, si occupa del fuoco nel camino. Lo tiene vivo e ci regala una sua massima: “Il fuoco è come le donne, bisogna sempre stuzzicarlo” Ridiamo tutti. Ride anche mia moglie Giulia, tutta presa dalle verdure. Sta preparando due contorni e due antipasti. Io, Leo, sono ai fornelli. Il ragù di cinghiale per le pappardelle è già pronto.
    
    Sto cucinando un pollo ai peperoni. Un piatto estivo per la notte di capodanno? Sembra proprio di si. Max vorrebbe accendere le candele sulla tavola ma è presto e allora apre una bottiglia di vino bianco, fresco, dal frigo. Bicchieri e bottiglia in mano fa il giro di tutti. Brindiamo a noi quattro, alla nostra amicizia di lunga data. Abbiamo tutti passato i sessanta e siamo amici da più di quaranta.
    
    Sono le 19,30, il pollo è quasi pronto. Max fa un gran sospiro. Gli chiedo :” Che hai?” Risposta secca : “Ho fame”. Con tutti questi odori un languorino lo abbiamo tutti. Appello generale: “Se mangiamo ora ci sono problemi?” E’ un coro di no. Max accende le candele. Metto l’acqua per la pasta a bollire e iniziamo con gli antipasti. Si ...
    ... chiacchiera, si mangia, si ride. Ora tocca alle pappardelle. Io e Max facciamo il bis. Si beve. Chianti rosso, fermo, temperatura ambiente, va giù che è una delizia. Col secondo stappiamo un Morellino di Scansano e si beve ancora. Frutta, dolce e spumante, caffè, mazzacaffè. Il calore del camino, il caldo dei termosifoni e il vino ci hanno costretti a stare tutti in maglietta con la maniche corte.
    
    Sono le nove e venti e abbiamo finito di cenare. Due ore e quaranta a mezzanotte, che facciamo? Uscire non è il caso. Fa freddo, piove e anche se siamo in un bel posto non credo che ci siano feste all’aperto. Siamo a Poppi in un appartamentino preso in affitto. La televisione c’è ma nessuno ne ha voglia. Siamo seduti attorno ad un tavolo quadrato, sopra la tovaglia ancora i bicchierini della grappa. “Vogliamo giocare alla bottiglia?” Ridono tutti e tre mentre io resto serio. “Non abbiamo più diciotto anni” è la risposta all’unisono. “Visto che siamo più grandicelli potremmo lasciar perdere bacini e carezze e passare a qualcosa di più consistente. Altrimenti proponete qualcosa voi”. Ci si guarda negli occhi, ognuno cerca il consenso nei rispettivi consorti. Siamo tutti d’accordo. Via i bicchieri, via la tovaglia. Bottiglia vuota del Morellino e siamo pronti.
    
    “Stabiliamo le regole” dico. “Ognuno deve dichiarare non quello che vorrebbe ma quello che è disposto a fare agli altri. Visto che nessuno di noi è lesbica o gay, ci si può anche rifiutare. Ad esempio se tocca a Lena che è ...
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