1. Una serata inaspettata - secondo capitolo


    Data: 06/06/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Notonlybody

    ... su un palco di lap dance.
    
    “Cos’hai in mente, troietta?” le chiedo retoricamente: già so, cosa sta immaginando, la porcella. “Non dirmi che hai paura!” risponde sorseggiando il suo calice. Non rispondo, sorrido e bevo anche io.
    
    La ragazza torna con i nostri gelati, e noto subito che è intenzionata a sfidarla ancora: ha aperto la camicetta e lascia intravvedere due belle tette, saranno una terza, fasciata dalla sola camicia. E’ palese perché il tessuto è puntellato dai capezzoli che spingono da dietro, e non credo sia colpa del freddo, visto che la temperatura è ottimale. “I vostri gelati, signori. Ma purtroppo non abbiamo più fragole.” Si avvicina al suo orecchio e sussurra “Ma una per voi l’ho tenuta da parte.” E le lecca il lobo destro.
    
    Si erge nuovamente e dice “Tra 15 minuti io devo andare a casa e sono a piedi, visto che non abito lontano. L’uscita dipendenti è sul retro.”
    
    Mentre si allontana ci sorridiamo. “Sveglia la ragazzina. E molto diretta!” le dico. Paghiamo con i soldi del buon Antonio e torniamo all’auto. Elena, si siede sul sedile posteriore, mentre io metto in moto e raggiungo il retro del locale.
    
    Puntualissima, esce la biondina. Ci riconosce immediatamente, si avvicina all’auto e fa per salire dietro. “Il tuo posto è davanti, bambina!” le impera la voce decisa di Elena, senza che riceva un solo sguardo dalla mia donna, intenta a spulciare Instagram.
    
    Si accomoda sul sedile passeggero e “Comunque sono Antonella! Piacere!”. “Io sono Beppe, lei ...
    ... la mia dea Elena. Piacere nostro! Dicci dove dobbiamo andare!”. “Esci dal parcheggio, poi alla rotonda a destra per un kilometro. Alla seconda rotonda, a sinistra e al civico 33 ci sta casa mia!”. No, non è romena. E’ italiana. Penso veronese o giù di lì. Ma non me ne frega molto. Non penso ad altro che a cosa ci aspetta ora. Mentre viaggiamo, non si sente una parola. Fino a quando Elena non ripone il telefono nella borsetta e apre il cappotto, iniziando a massaggiarsi le tette. Si sfila il perizoma e lo passa sotto il mio naso. Io lo lecco, sentendo chiaro il suo sapore. Poi si volta verso Antonella e le inizia asbottonare la camicia. Le infila una mano tra le tette e credo le abbia pizzicato il capezzolo, visto il gemito della ragazza. Si sporge un po’, Elena, e le si avvicina, arrivando a leccarle il collo, a morderlo. Altro gemito e “Mi volevi sfidare, puttanella? Beh, l’ho accettata. Avrai la tua banana, tesoro!”. E le caccia la lingua in bocca, visto che Antonella si era voltata per guardarla in viso.
    
    Mi godo la scena, fino al civico 33. Scendiamo trafelati e raggiungiamo l’appartamento che Antonella condivide con dei suoi colleghi d’Università. Tre ragazzi, una donna e due uomini, figli di papà che provengono un po’ da tutta Italia.
    
    I tre coinquilini sono fuori a festeggiare un esame della ragazza, quindi non torneranno molto presto. In questo clima erotico creatosi, la giovane ci guida nella sua stanza. Montagne di libri, di appunti, di quaderni. Una classica ...