1. Jaguar


    Data: 06/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    Jaguar by Lenny Bruce
    
    Era il 1970 ed ora a tanti anni di distanza è un po’ complicato capire quanto fossimo naif a quei tempi. Sempliciotti, ingenui, innocenti.
    
    E non solo per quello che riguarda il sesso, ma per la vita in generale.
    
    E dire che, nel gruppo di amici, ero uno dei più furbi: avevo perfezionato una mia linea di vita, un atteggiamento che mi faceva passare per il più dritto di tutti, quello che aveva davvero vissuto. Insomma, fa-cevo finta di sapere molte più cose di quanto potessi solo immaginare. Anche se la somma totale delle mie esperienze sessuali ammontava, all’epoca, ad una specie di petting, consistito in toccatine dalla vita in su, fatto con una compagna di scuola e raccontato come se fosse stato un rapporto sessuale quasi completo. L’altra esperienza, che non consideravo tale e che non raccontavo, era stata quando ci eravamo toccati gli uccelli un anno prima, io e un mio cugino.
    
    L’orientamento sessuale di noi tutti non era un argomento di discussione e soprattutto non poteva essere in discussione, perciò quello che accadde fu un mistero ed in parte lo resta ancora.
    
    Era un sabato sera, un po’ tardi, ma ancora sera, non notte, perché allora, a sedici anni, ci si ritirava alle undici, anche d’estate. E un gruppo di noi se ne stava buttato su uno dei muretti davanti ad uno dei bar che hanno popolato la nostra adolescenza. Era la fine dell’estate e parlavamo di cose incredibili, quegli ar-gomenti che gli adolescenti adorano affrontare, ...
    ... cercando di sembrare sofisticati, interessanti, istruiti. Quei ragionamenti che si fanno solo a quell’età, ma che si abbandonano volentieri, purché qualcuno abbia un’idea migliore su come trascorrere il tempo. Argomenti trattati con grandi parole, mentre si lecca un gelato, oppure si beve un sorso di Coca-Cola.
    
    Si avvicinò a noi uno più grande, avrà avuto più di vent’anni, addirittura ventitre. Alcuni di noi lo conoscevano, girava sempre con macchine e moto grosse, aveva frequentato il nostro liceo e si faceva sempre vedere in giro con ragazze che potevamo soltanto sognare. Quella sera pareva aver perso gli amici, ci disse. Mormorò qualcosa circa un appuntamento a vuoto con la ragazza del momento.
    
    Risate di tutti. Sguardi di compatimento, d’invidia, di maschia solidarietà.
    
    “Posso sedermi con voi?”
    
    Offrì da fumare e all’epoca eravamo tutti piuttosto a corto di denaro e quindi di sigarette. Riprendemmo a fare i nostri discorsi e lui ci tenne dietro con le sue osservazioni. Pareva interessato. Gli venne sete e offrì da bere.
    
    “Birra per tutti?”
    
    “Birra?”
    
    E chi ne beveva. Però eravamo in gruppo e il più furbo di tutti, cioè io, accettò. Seguito da qualche altro. Un altro paio rifiutarono e se ne andarono.
    
    Accomodati sul muretto, a ridosso del bar, parlammo. Dopo un po’ si offrì di pagarci un’altra birra. La conversazione era terribilmente intelligente, così mi pareva, anche perché la seconda bevuta mi aveva reso parecchio più allegro. Tanto da non farmi rendere ...
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