-
Il capannone dormitorio
Data: 06/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: ilbosco
... capannone. Dopo un pò anche il mio culetto si eccitò: sentivo un leggero prurito e dell'umido tra le mie chiappe. Abbassai i pantaloncini fino a metà coscia e con l'altra mano mi toccavo il sedere e con un dito stuzzicavo il mio buchino. Non mi era mai capitato di eccitarmi così tanto e quella situazione di pericolo e nello stare semiscoperto con la possibilità di essere visto mi portava alle stelle. Spinsi il mio dito tutto dentro al mio buchino e cominciai a godere a bocca aperta e ad occhi socchiusi. Mi piaceva e sognavo. Pensavo ai loro cazzoni che mi entravano in bocca. Pensavo che mi spogliavano e mi mettevano a pecorina. Poi uno alla volta mi scopavano. Prendevo cazzi nel mio culo senza vedere la persona a cui apparteneva. Dopo poco venni con una schizzata potentissima. Lentamente mi ripresi da quella eccitazione e tutto stravolto mi ricomposi. Uscii dal nascondiglio e mi avviai sulla stradina. Mi ricordo che non riuscivo a mantenere una camminata dritta e che barcollavo a destra e sinistra. Una eccitazione così forte non l'avevo mai avuta prima e ne quantomeno mi ero masturbato all'aperto con il pericolo di essere visto... Tornato al motorino ripartii verso casa e il vento mi rinfrescava e calmava quel calore che avevo su tutto il mio corpo. Nei giorni seguenti al ritorno dal lavoro passavo davanti al capannone ma non mi fermai più. Pensavo che se mi avessero visto sarei stato in pericolo e che avevo fatto una cosa stupida e avventata. Comunque davanti al ...
... capannone rallentavo sempre e guardavo il movimento che c'era. Un giorno, era ormai prossima la fine della raccolta dei cocomeri, mi fermai all'inizio della stradina senza un reale motivo. Quel giorno il capannone era semivuoto e credo che molti lavoratori erano andati via. All'interno del recinto vidi solo due uomini e all'interno non si vedevano più tutti i giacigli che c'erano giorni addietro. Mentre stavo lì fermo ad osservare passarono al mio fianco tre marocchini che tornavano dal lavoro. Uno di loro portava un cocomero e un'altro aveva una busta probabilmente con della spesa. Arrivati all'altezza del passaggio nella rete due entrarono mentre l'altro tornò sulla stradina e si girò verso di me. Mi guardò ridendo e mi fece segno di avvicinarmi. Io lo guardai e rimasi fermo seduto sul mio motorino. Lui fece segno con le mani alla patta dei suoi pantaloni e poi mi indicò nuovamente. Poi visto che non mi muovevo si sbottonò i pantaloni e tirò fuori il suo cazzo. Cominciò a masturbarsi con una mano. Da lontano vedevo che il suo movimento era lungo e lento. Era lungo e a me venne in mente subito quanto poteva essere grande il suo cazzo. Scesi dal motorino e assicuratolo con una catena ad un palo mi diressi verso di lui con un passo un pò titubante. Più mi avvicinavo e più riuscivo a vedere il suo cazzo. Era veramente grande come il movimento della sua mano. Io camminavo con gli occhi fissi sul suo cazzone e non lo guardava neanche in viso. Giunto davanti a lui mi prese la mano e me ...