1. Ho fame..., ci vediamo dopo...


    Data: 07/06/2020, Categorie: Etero Autore: Bunny2015

    ... posto.
    
    Mentre raggiungo la mia postazione, mi regala uno splendido sorriso, piuttosto enigmatico.
    
    Rispondo al sorriso, mi siedo, tirò su lo schermo del portatile che, per abitudine chiudo sempre e..., ma che cazzo è questo...?
    
    Mi sento avvampare..., scoperto..., come un bimbo con le mani nel barattolo della marmellata...!
    
    Il mio portatile si dischiude, come uno scrigno e rivela un tesoro inaspettato, un perizoma di pizzo, verde scuro!
    
    Lo guardo, la guardo; lo guardo, guardo gli altri, mi sento scoperto, non pensando che non ho nessuna colpa.
    
    Cerco di riprendermi, scruto l'aula e mi rendo conto che c'è una sola persona che mi sta guardando, lei!
    
    Ultimi messaggi al telefonino, battute, nessuno ci guarda; nessuno nota la mia mano sinistra, sono mancino, che con nonchalance prende quel pezzettino di pizzo e lo mette nella tasca della giacca; nessuno segue il mio sguardo che arriva interrogativo a lei; nessuno nota il suo sorriso di vittoria, di conquista, mentre scavalla le gambe e mi presenta una panoramica completa del suo Ben di Dio.
    
    Subito la mia mente registra che non è depilata e la cosa già mi eccita, al pensiero di una giovane donna che vada in controtendenza.
    
    Mi costringo a riprendere la formazione, anche se la mia concentrazione è dedita a tutt'altro.
    
    Il resto della mattinata scorre, lentamente, velocemente, a scatti, con spunti interessanti, con interventi appropriati, da parte dei convenuti.
    
    Rimango stupito da questa Monica che, ...
    ... quando parla, dimostra di avere un cervello sopraffino, particolarmente portato per il marketing, ma che si diverte a tenermi sulla corda, esponendo quello che mi sta entrando nel cervello, con prepotenza.
    
    Finalmente arriviamo al pranzo e, per mia abitudine, do il rompete le righe; ognuno è libero, per un paio d'ore, di usufruire della mensa aziendale, o di uscire a fare due passi.
    
    Prima di mangiare un boccone, mi reco di nuovo in bagno, ho bisogno di sciacquarmi la faccia e di riprendermi.
    
    Appoggio gli occhiali alla mensola dello specchio e inizio a rinfrescarmi.
    
    Sento qualcosa al fianco, alzo la testa e allo specchio la vedo riflessa.
    
    Professore, me le restituisce le mie mutandine?, mi dice sorridendo, mentre mi infila la mano nella tasca della giacca, per prenderle.
    
    Boccheggio, come un pesce fuor d'acqua, faccio fatica a pensare a una risposta che sia il meno cretina possibile.
    
    Non ho però il tempo di parlare, perché la sua mano, che sembrava diretta alla tasca della giacca, ha allungato il percorso e si è recata a verificare il mio stato di eccitazione.
    
    Profe, mi dice, qui come la mettiamo?, e mentre prende in mano, attraverso il tessuto, la mia erezione, mi fa sentire, mi fa intuire il suo seno contro la mia schiena.
    
    In un impeto d'orgoglio, io di solito caccio, non vengo cacciato, mi tiro su e anche se malvolentieri, mi giro e mi trovo viso a viso.
    
    Non mi sbagliavo, è alta e non è spiacevole, per una volta, non doversi chinare per essere al ...