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Ho fame..., ci vediamo dopo...
Data: 07/06/2020, Categorie: Etero Autore: Bunny2015
... livello della partner. Sto per risponderle, ma vengo preceduto da due labbra che si appropriano delle mie; da una lingua carnosa che invade la mia bocca, da piccoli denti che mordono, dolorosamente, quanto capita loro vicino. Non riesco più a comandare le mie mani. La sinistra impazzisce, mentre apprezza la consistenza di un seno rigoglioso, mentre la destra afferra una sua chiappa per spingere il suo corpo verso di me. Poverino, penso, subito dopo, come mi illudo, non c'è n'è bisogno!, infatti la sua gamba destra si è inserita, perentoria, tra le mie e preme imperiosa, nei riguardi del mio cazzo, che rischia di esplodere, compresso com'è, dai tessuti che lo racchiudono. La gamba è feroce, implacabile, si struscia, si muove, si struscia, va su e giù, lo tortura. Mentre continua a baciarmi, voluttuosamente, le sue mani lavorano, incessantemente. La sinistra ha preso possesso della mia nuca, per accertarsi che io non le sfugga, mentre la destra ha oramai scalzato la camicia, si è insinuata e accarezza, per modo di dire, la mia schiena. Un gatto furioso mi farebbe meno male! Mentre continua a baciarmi, lascia la mia nuca e prende qualcosa nella tasca della sua giacca e mi fa vedere..., ma di cosa si tratta? Una chiave, la chiave. Del bagno! Siamo chiusi dentro, nessuno può entrare...!!! Diabolicamente previdente, la ragazza! Le poche inibizioni rimaste crollano e ci avventiamo, l'uno contro l'altra. La mia mano, che permaneva ...
... sulla sua chiappa, tira su la gonna e, ovviamente trova via libera, essendo il suo slip nella mia tasca. Un culo sodo, prepotente, giovane, mi si presenta, voglioso di piacere. Combatto e perdo. Perdo nei confronti del mio dito medio che vuole, pretende, vince e si appropria di uno dei suoi centri del piacere; questo è asciutto e offre resistenza. Ma il mio dito, furbissimo, avanza di qualche centimetro, si bagna in un lago di umori e ritorna all'attacco. Questa volta il suo buchetto cede e si fa invadere. La risposta, però, non si fa attendere. Cinque unghie affondano nella mia carne e mi strappano un mugolio di dolore... Strano, la ricerca del dolore non mi appartiene ma, in questo caso, mi eccita e la mia erezione aumenta. Un tintinnio, la chiave che cade a terra ed ecco che un'altra sua mano, libera, mi invade. Poche mosse e la cintura cede, i pantaloni cadono, gli slip capitolano e il mio uccello diventa di sua totale proprietà. Il palmo della mano spinge le palle verso il cazzo, che riceve questo massaggio, a dir poco vigoroso, Per lui solo sete di piacere. È furiosa, questa mano, pretende, vuole, in senso assoluto. Non posso resistere ma non posso lasciar fare, mi devo ribellare, rischio di venire miseramente, in seguito a questo impeto voluttuoso. Riesco a divincolarmi, le mordo la lingua, la distraggo, le stringo il seno di cui mi ero impossessato, le torturo leggermente il duro capezzolo e, con fatica, la costringo a ...