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Il ricatto 4
Data: 08/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul
... debolezze e i desideri di Francesco, ricattandolo, ma non ci era mai riuscito. Anche se lui era più forte, l’amico gli era sempre sfuggito. Da quel punto di vista, aveva ottenuto sempre poco e il culo di Francesco era rimasto vergine. Con l’estate il desiderio di Corrado si era accresciuto, perché, al contrario della precedente in cui si erano visti poco, quest’anno si vedevano abbastanza spesso e le occasioni di fare sesso, cosa che comunque piaceva molto a tutti e due, erano tante. La migliore era certamente quella del mattino, quando la mamma di Francesco, presa per mano la figlia minore, se ne andava a fare spesa in un mercato che distava circa un quarto d’ora di cammino. Perciò, salvo imprevisti che non si erano ancora verificati, avevano la casa libera per almeno mezz’ora, cioè fino alle dieci, quando gli altri ragazzi erano già sotto ai casermoni per la partita. Quel tempo era, per loro tacito accordo, dedicato al sesso. Corrado immancabilmente insidiava Francesco e questo tentava di sottrarsi. Era un gioco le cui regole non erano mai state discusse e i tentativi di Francesco erano sempre molto blandi, visto che cedeva molto in fretta, anche se solo ad alcune delle pretese del compagno. Entrando Corrado gli dava una spinta, uno schiaffo, gli tirava un pizzicotto, qualunque cosa andava bene, perché fosse una provocazione e si azzuffassero. Non prima di aver chiuso la porta e tirato il catenaccio. A quel punto si rotolavano per terra e finivano ...
... immancabilmente con Corrado che bloccava Francesco, stringendolo da dietro, mentre con una mano gli artigliava l’uccello e le palle stringendoglieli. A quel punto Corrado pretendeva la resa e iniziava la trattativa. Lo stesso accadeva quando a vincere era Francesco, ma era accaduto non più di una o due volte. In genere si accordavano in fretta. Uno proponeva e l’altro, quasi sempre Francesco, accettava. In quei giorni a Corrado piaceva farlo così: Francesco doveva mettersi nudo a pancia sotto sul letto e lui gli si stendeva sopra, infilandogli l’uccello fra le gambe. Venivano in fretta, perché mentre uno sfruttava il caldo e l’attrito del posto dove aveva messo il cazzo, per una specie di compensazione o per altruismo, con le mani accarezzava e faceva una sega all’altro uccello che altrimenti si sarebbe soltanto schiacciato sotto il peso dei due corpi. Lo sperma che ne veniva fuori era raccolto in uno degli asciugamani che Corrado portava sempre con sé, proprio per questo uso. La mamma di Francesco, infatti, oltre che sospettosissima era una maniaca della pulizia ed avrebbe scoperto immancabilmente eventuali macchie equivoche. Erano momenti molto belli per tutt’e due. Sentire la pelle calda sfregare, il contatto completo dalla testa ai piedi con un altro corpo. Per Francesco anche sentirsi stringere ed in un certo senso possedere, per Corrado in qualche modo dominare l’amico. L’orgasmo arrivava sempre troppo presto per tutti e due e dopo essere venuto Francesco tornava ...