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Il ricatto 4
Data: 08/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul
... immediatamente eterosessuale, faceva la faccia schifata, si puliva e si rivestiva senza una parola, umiliando l’altro con sguardi di disprezzo che Corrado riteneva di non meritare affatto. Ed era allora che Corrado desiderava, più che in ogni altro momento, riempirlo di botte. E non sarebbe stata una vendetta, ma solo l’amministrazione di una sana giustizia. Ma oltre a volerlo riempire di botte lui voleva scoparselo, perché il culo che voleva fare rosso, doveva essere anche pieno del suo sperma. L’aveva giurato a se stesso e l’avrebbe fatto. Ed ora Michele gliene avrebbe forse data l’occasione. Quella mattina, dopo aver incrociato come al solito la mamma di Francesco per strada, entrò in casa dell’amico, ma non gli saltò addosso. Se ne andò in cucina, a sedersi pacificamente, seguito da Francesco che non capiva la strana calma dell’amico. “Ieri pomeriggio ho fatto sesso!” sparò Corrado, senza preamboli. “Eh…? Con chi…?” A Francesco la cosa non piaceva per due motivi: gelosia e una certa ansia. Se fosse stato vero, Corrado l’avrebbe lasciato perdere e addio divertimento, se invece era un tranello, allora doveva stare attento. Chissà che stava tramando, mentre a lui andava bene ciò che facevano in quelle mattine, ma niente di più. Delle seghe un po’ fantasiose e poi di sera era libero di essere un uomo vero che corre dietro alle ragazze. Sempre che qualcuna di queste si accorgesse della sua esistenza. “Ehi… con chi lo hai fatto?” Corrado stava esitando e ...
... lui sperò che non fosse vero, che fosse una delle sue solite chiacchiere. Fra un momento gli sarebbe saltato addosso. Quel giorno non s’era neppure messo le mutande sotto i pantaloncini e il cazzo gli pendeva di lato, ormai moscio per la delusione. Solo quel sorriso stampato sulla faccia e la bocca cucita: non ci capiva nulla. “Dai, Corrado… che hai fatto? Con chi? Con una ragazza?” Questa insinuazione scosse il ragazzo: “Ma che ragazza… mi sono fatto un ragazzo, un ragazzino!” “E quale?” “Il mio vicino di casa… il fratello di Angelo. Michele, te lo ricordi?” “Michele? Si, ho capito! E che hai fatto?” “E a te che cazzo te ne frega?” “Niente…” convenne a malincuore Francesco che si era sempre finto disinteressato ai desideri dell’altro. “Tanto a te piacciono le ragazze… no?” infierì Corrado, fissandogli però l'uccello che, ripreso interesse, faceva capolino da sotto i pantaloncini. Poi si alzò lentamente e andò a metterglisi davanti. Come aveva previsto, Francesco era interes-sato, molto interessato a questa storia. “Ti racconterò qualcosa se sarai gentile con me” gli disse e lo prese per mano. Quando furono nella camera di Francesco, si mise dietro e gli abbassò i pantaloncini, poi comin-ciò a lavorargli l’uccello. Non era mai accaduto che fosse così remissivo: per arrivare a qual momento dovevano lottare e solo quando era sottomesso Francesco si faceva toccare. Quella mattina, pensò Corrado, avrebbero fatto un po’ più che una semplice ...